I Mediterranean Poetry Lab School: i risultati
Tre licei di Francia, Grecia e Italia
07 Mag 2026 > 07 Mag 2026
Si è svolta il 7 maggio 2026, presso la sede dell’ANRP di Roma, la cerimonia conclusiva del “Mediterranean Poetry Lab School”, progetto internazionale dedicato alla poesia, alla traduzione e al dialogo culturale tra gli istituti scolastici di secondo grado del Mediterraneo.
L’iniziativa ha coinvolto studenti e docenti di tre istituti europei: il Lycée Victor Hugo di Parigi, il Liceo Generale di Calamata e il Liceo Aristofane di Roma. Presenti anche alcuni studenti intervenuti alla giornata conclusiva. Il progetto, partito quest’anno, si configura come una diramazione del Mediterranean Poetry Prize (il cui bando della sesta edizione è attivo e consultabile su www.mediterraneanpoetry.com), con l’intento di promuovere nuove forme di condivisione mediante la pratica della composizione poetica, in cui il successivo scambio di traduzioni rappresenta uno strumento privilegiato poiché favorisce il dialogo interculturale tra le nuove generazioni e la condivisione di diverse realtà del Mediterraneo tramite la poesia.
Ad aprire i lavori sono stati Mario Calivà, Alexandra Zambà e Giovanni Greco. Successivamente si sono svolti gli interventi da remoto dei docenti Maria Margariti (Calamata), Marco Caccavo (Parigi) e Giorgia Pietropaoli (Roma).
Nel corso dell’incontro sono stati presentati i risultati del laboratorio poetico internazionale, nato con l’obiettivo di creare uno spazio condiviso di espressione artistica, traduzione e riflessione tra studenti provenienti da differenti realtà linguistiche e culturali del Mediterraneo.
Secondo Calivà, l’iniziativa “presenta un alto potenziale pedagogico: non si tratta unicamente di trasmettere tecniche letterarie, ma innesca una vera e propria educazione all’empatia. Infatti, tradurre poesie di coetanee e coetanei che vivono in un contesto geografico diverso significa compiere un esercizio di decentramento conoscitivo, andare oltre i propri bias cognitivi e letterari. Questa pratica consente alle studentesse e agli studenti di abitare il pensiero altrui, imparando che la narrazione del sé è sempre interconnessa a quella degli altri”.
Alexandra Zambà ha invece sottolineato come la condivisione poetica sia fondamentale per costruire relazioni autentiche, in un periodo storico segnato da conflitti. Giovanni Greco, nel suo intervento, ha posto l’accento sul ruolo autoriale del traduttore e sull’importanza del suo operare, che va oltre la semplice traduzione.
La manifestazione ha rappresentato un importante momento di scambio umano e culturale, confermando il valore della poesia come strumento di dialogo tra i popoli, memoria e costruzione di una sensibilità comune europea e mediterranea.
MPP (Mediterranean Poetry Prize) www.mediterraneanpoetry.com
L’iniziativa ha coinvolto studenti e docenti di tre istituti europei: il Lycée Victor Hugo di Parigi, il Liceo Generale di Calamata e il Liceo Aristofane di Roma. Presenti anche alcuni studenti intervenuti alla giornata conclusiva. Il progetto, partito quest’anno, si configura come una diramazione del Mediterranean Poetry Prize (il cui bando della sesta edizione è attivo e consultabile su www.mediterraneanpoetry.com), con l’intento di promuovere nuove forme di condivisione mediante la pratica della composizione poetica, in cui il successivo scambio di traduzioni rappresenta uno strumento privilegiato poiché favorisce il dialogo interculturale tra le nuove generazioni e la condivisione di diverse realtà del Mediterraneo tramite la poesia.
Ad aprire i lavori sono stati Mario Calivà, Alexandra Zambà e Giovanni Greco. Successivamente si sono svolti gli interventi da remoto dei docenti Maria Margariti (Calamata), Marco Caccavo (Parigi) e Giorgia Pietropaoli (Roma).
Nel corso dell’incontro sono stati presentati i risultati del laboratorio poetico internazionale, nato con l’obiettivo di creare uno spazio condiviso di espressione artistica, traduzione e riflessione tra studenti provenienti da differenti realtà linguistiche e culturali del Mediterraneo.
Secondo Calivà, l’iniziativa “presenta un alto potenziale pedagogico: non si tratta unicamente di trasmettere tecniche letterarie, ma innesca una vera e propria educazione all’empatia. Infatti, tradurre poesie di coetanee e coetanei che vivono in un contesto geografico diverso significa compiere un esercizio di decentramento conoscitivo, andare oltre i propri bias cognitivi e letterari. Questa pratica consente alle studentesse e agli studenti di abitare il pensiero altrui, imparando che la narrazione del sé è sempre interconnessa a quella degli altri”.
Alexandra Zambà ha invece sottolineato come la condivisione poetica sia fondamentale per costruire relazioni autentiche, in un periodo storico segnato da conflitti. Giovanni Greco, nel suo intervento, ha posto l’accento sul ruolo autoriale del traduttore e sull’importanza del suo operare, che va oltre la semplice traduzione.
La manifestazione ha rappresentato un importante momento di scambio umano e culturale, confermando il valore della poesia come strumento di dialogo tra i popoli, memoria e costruzione di una sensibilità comune europea e mediterranea.
MPP (Mediterranean Poetry Prize) www.mediterraneanpoetry.com