Non mi sei mai piaciuto, di Chester Brown

Dal maestro dell'autobiografia a fumetti

Non mi sei mai piaciuto, gioiello autobiografico del fumettista canadese Chester Brown, ormai da tempo consacrato tra i giganti del graphic novel d’autore internazionale, torna finalmente in libreria dopo molti anni di assenza in una nuova edizione curata da Rizzoli Lizard nella bella ed efficace traduzione di Vincenzo Filosa

Pubblicato per la prima volta tra il 1991 e il 1993 in cinque puntate sulla rivista Yummy Fur, fondata dallo stesso Brown, Non mi sei mai piaciuto sorprende per l‘immutata potenza narrativa: se fosse pubblicato oggi per la prima volta farebbe esattamente lo stesso effetto sul lettore, catturandolo fin dalle prime pagine senza ricorrere a trucchi né virtuosismi, ma semplicemente grazie a una capacità unica di raccontare per piccoli dettagli che uno dopo l’altro, come tante piccole epifanie restituiscono il piccolo grande mondo di un adolescente come tanti. La grandezza di Chester Brown sta infatti proprio nella scelta di quali dettagli raccontare e – come giustamente rilevato dallo scrittore Francesco Pacifico nella splendida introduzione al volume – in come raccontarli attraverso lo straordinario mezzo del fumetto:

Se il fumetto è l’arte di saltare da una vignetta all’altra, quindi di creare il movimento a partire da blocchi immobili [...] Chester Brown dimostra di essere un mago dei tagli, del montaggio, della sequenza – Francesco Pacifico


Si sospende l’incredulità leggendo questo piccolo capolavoro di narrazione autobiografica, ci si ricorda la confusione della nostra, di adolescenza, e ci si appassiona alle vicende del protagonista come se fosse un compagno di classe un po’ misterioso: bello, introverso, corteggiato, bullizzato, Chester assiste come sotto l’effetto di un’anestesia emotiva alla discesa della madre nell’inferno della schizofrenia, ma la sua calma è solo apparente, come scopriamo da diversi dettagli grazie ai quali l’autore ci svela – per immagini o per balloon di pensieri – il terremoto interiore del suo giovane alter ego. E se da una parte Brown è bravissimo a raccontare quell’assoluto e universale senso di inadeguatezza tipico dell’età adolescenziale, dall’altra lo comprime tutto dentro un personaggio mite e implosivo, che nel suo apparente distacco è invece profondamente rivelatore di uno sguardo sulla vita diretto, asciutto, che non concede assolutamente niente al melodramma o al bisogno tutto umano di consolazione, e tuttavia (o forse proprio per questo) ci cattura e ci avvince come un improvviso lampo di verità in mezzo a una tempesta.

Insomma, sotto la lettera di un semplice libro sull’adolescenza si nasconde un disegno sovversivo. [...] Questo libro tenero e limpido è un potente sortilegio contro le illusioni – Francesco Pacifico


Per gentile concessione dell’editore Rizzoli Lizard pubblichiamo in anteprima alcune tavole tratte dal libro.


Chester Brown (Montréal, 1960) è tra gli autori che negli anni Ottanta hanno giocato un ruolo chiave nella rinascita del fumetto indipendente americano. Dai Novanta in poi, la sua produzione si è spesso concentrata su storie personali, attraverso le quali Brown ha riscritto le regole dell’autobiografia a fumetti. Tra i suoi libri pubblicati in Italia, ricordiamo la prima edizione di Non mi sei mai piaciuto (Black Velvet), Io le pago, la raccolta The little man. Storie brevi, 1980-1995 e Il Playboy (tutti pubblicati da Coconino Press) e Maria pianse sui piedi di Gesù (Bao Publishing).