Lumineers

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I ragazzi del folk americano

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I Lumineers si formano nel 2005 dall'incontro tra il chitarrista e cantante Wesley Schultz e il batterista Jeremiah Fraites. I due, cresciuti a Ramsey, un sobborgo a sud di New York, avevano già suonato in diverse band. Schultz inoltre era stato il migliore amico del fratello maggiore di Jeremiah, Joshua, morto all'età di 19 anni per un'overdose di farmaci, e con questi aveva condiviso diverse esperienze musicali in vari gruppi dell'ambiente newyorkese. 

Trasferitisi a Denver, in Colorado, dove la vita è più economica, Wesley e Jeremiah decidono di aggiungere un violoncellista alla formazione: Neyla Pekarek, con alle spalle studi classici in vari strumenti, diventa da quel momento membro stabile del gruppo.

La prima apparizione pubblica dei Lumineers come trio avviene sul palco del Meadowlark, un piccolo locale capace di un centinaio di posti, nei dintorni di Denver. Il loro stile è un classico folk-rock. La musica raccolta, semplice, priva di sovrastrutture, insieme alla scrittura lineare e con suggestioni romantiche, forma un binomio vincente che conquista soprattutto il pubblico giovanile.

Nel 2009 stampano un primo EP dimostrativo, ma il successo arriva nel 2012, quando la loro canzone Ho Hey viene utilizzata come sigla della serie tv Hart of Dixie. Nel 2016 la stessa canzone diventa anche la sigla di chiusura del quinto episodio della decima stagione di X-Files intitolato Babilonia. Il flirt con le serie tv è proficuo e duraturo: dal 2013 svariate loro canzoni vengono utilizzate all'interno della serie televisiva statunitense Reign e in particolare il brano Scotland ne diventa la sigla d'apertura.

Nel frattempo la band firma un contratto con la Dualtone Records e il suo album di debutto, intitolato semplicemente The Lumineers, entra direttamente al 77° posto della classifica Billboard 200 per salire poi rapidamente fino all'11° posto. Il singolo Ho Hey continua a viaggiare di vita propria e si colloca al quinto posto conquistando il quadruplo disco di platino e superando le 4 milioni di copie scaricate.

Vengono venduti come la risposta made in USA ai Mumford and Sons, cui spesso vengono contrapposti: semplici e scanzonati, si presentano sul palco con cappelli di paglia e camicie a fiori ricreando un’atmosfera bucolica da pub di provincia. Dopo un tour negli Stati Uniti che registra ovunque il tutto esaurito e la partecipazione all'importante South by Southwest Festival, in autunno, il disco è stato distribuito anche in Europa, ma è accolto in modo moderato.

Nel 2014 Schultz e Fraites collaborano alla scrittura del brano The Hanging Tree, interpretato da James Newton Howard e Jennifer Lawrence e pubblicato per la promozione del film Hunger Games: Il canto della rivolta - Parte 1. Nell'aprile 2016 la band pubblica il secondo album Cleopatra, che esordisce al vertice delle graduatorie sia statunitensi che britanniche.

Dice a proposito il vocalist Wesley Schultz:

Abbiamo voluto tenere lo stesso approccio che avemmo col primo album, registrando demo in una piccola casa che abbiamo affittato negli stessi sobborghi di Denver dove ci siamo trasferiti agli inizi. Il disco riflette ciò che ci è successo negli ultimi tre anni: abbiamo cercato di creare la migliore versione possibile di ogni canzone. C’è voluto un sacco di lavoro per farle funzionare insieme. È stata un’esperienza molto intensa e bella. Abbiamo combattuto molto, versato molte lacrime, ma abbiamo tirato fuori delle cose davvero incredibili, e alla fine siamo stati meglio. Ha trasformato il nostro rapporto.

Nell'ottobre 2018 Neyla Pekarek lascia la band annunciando di volersi concentrare sulla sua carriera da solista.

Nell'aprile 2019 il singolo Gloria annuncia l'arrivo di un nuovo album, intitolato III, che vede l’ingresso in maniera definitiva della violoncellista Lauren Jacobson insieme al pianista Stelth Ulvang, al vocalist e bassista Byron Isaacs e al polistrumentista Brandon Miller. III si preannuncia come un concept album che racconta tre generazioni di un’unica famiglia fittizia, gli Sparks, ed è ispirato al diario in cui Wesley Schultz avrebbe scritto su diverse esperienze della sua vita come l’infanzia, la famiglia ed il tentativo di salvare un familiare dall’alcolismo.
L’album, dai toni più scuri rispetto ai precedenti lavori, mescola crudi temi emozionali con melodie orecchiabili, voci espressive e caratteristici suoni acustici.

Jeremiah Fraites spiega la maturazione artistica:

Quando le persone ascoltano ‘Ho Hey’ pensano sia una canzone solare. E va bene, volevamo che fosse così e volevamo quell’atmosfera. Ma questo era sette anni fa, le nostre vite sono cambiate notevolmente da allora. Questa raccolta di canzoni è nata in modo meraviglioso, e sento che con questo album abbiamo davvero raggiunto il nostro obiettivo.