Torna a speciale strumenti

    Giri di Basso e altre storie

    Ares Tavolazzi racconta basso e contrabbasso

    Condividi

    Corre il 1951 quando Leo Fender crea il primo basso elettrico. Lo chiama Precision, per via delle barrette che permettevano al musicista una maggiore precisione nel suonarlo rispetto al contrabbasso. Nei decenni lo strumento subisce una continua evoluzione tanto nelle parti meccaniche e negli accessori, quanto nella qualità del suono e nel perfezionamento delle tecniche individuali. 

    Negli anni 70 Jaco Pastorius entra nei Weather Report e ridefinisce il ruolo del basso elettrico nella musica. Il suo è un basso "fretless", privo di barette; il suo stile poliedrico e particolare (che consiste nel suonare simultaneamente melodie, accordi, armonici ed effetti percussivi) lo caratterizza per prima volta come strumento solista. 

    Dagli anni 80 in poi Les Claypool dei Primus e Flea dei Red Hot Chili Peppers rendono popolare lo "slap", una tecnica nata negli Stati Uniti  nell'ambito della musica afroamericana in cui si alternano strappi e percussioni con il pollice sulle corde. 

    Lo storico bassista degli Area Ares Tavolazzi racconta il divertimento dello strumento elettrico e il fascino antico del contrabbasso.

    Mi è sempre piaciuto sperimentare. Il mio primo basso elettrico è stato un Elli Sound, era uno strumento un po' buffo, con i brillantini, rosso e nero… Il giorno dopo aver sentito Jaco Pastorius presi una cazzuola da muratore, tolsi i tasti al basso, misi dello stucco da carrozziere e praticamente mi feci il basso fretless! 


    Ares Tavolazzi studia violoncello e contrabbasso al conservatorio Frescobaldi di Ferrara. Inizia la carriera di bassista suonando per la cantante Carmen Villani nel gruppo beat degli Avengers. Nel 1969 forma The Pleasure Machine col batterista Ellade Bandini e con il tastierista milanese Vince Tempera. Con gli stessi musicisti inizia a lavorare come turnista nelle sale di registrazione milanesi partecipando al disco L'isola non trovata di Francesco Guccini e Terra in bocca de I Giganti.  Dal 1973 al 1983 entra a far parte del gruppo storico d'avanguardia Area, rimasto senza bassista dopo la partenza di Patrick Djivas, passato alla Premiata Forneria Marconi. Insieme a Demetrio Stratos, Patrizio Fariselli, Paolo Tofani e Giulio Capiozzo, registra oltre dieci album  e partecipa a numerose manifestazioni anche internazionali. Durante gli anni 80 frequenta l’ambiente jazzistico di New York, esperienza che lo porta a occuparsi di improvvisazione. Nel 1982 partecipa al tour italiano dell'orchestra di Gil Evans, con Steve Lacy e Pietro Tonolo. Continua anche l'attività di turnista, suonando, tra gli altri, con Mina, Eugenio Finardi, Paolo Conte e Francesco Guccini. Nel 1987 vince il premio A. Willaert come migliore musicista dell'anno. Fonda un quintetto con Bruno Cesselli, Piero Odorici, Marco Tamburini e Glauco Oleandri con cui partecipa a Umbria Jazz. Suona in jam session con moltissimi artisti, tra cui Pat Metheny. Nel 2011 assieme a Paolo Tofani, Patrizio Fariselli e Walter Paoli inizia l'AREA Reunion Tour riproponendo gli storici brani degli Area. Più che ripercorrere il viale della nostalgia, l'intenzione è quella di far sentire la crescita musicale e i percorsi individuali degli esecutori. Collabora negli anni a diversi lavori teatrali componendo e suonando dal vivo. Di recente ha partecipato a due importanti spettacoli per la Fondazione Teatro di Pontedera, Ruth e Il Cantico dei Cantici.  Vanta una discografia ricca e prestigiosa e nel corso della sua carriera ha tenuto seminari sull’improvvisazione in tutta Italia. 

    Ad oggi è conosciuto a livello internazionale come una massima personalità del suo strumento.