Green Day

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Gli idioti del pop punk

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Partiti nel lontano 1986 dal sobborgo californiano di Rodeo, in oltre trenta anni di carriera i Green Day hanno contribuito, insieme a Offspring e Blink 182, a portare il pop punk in cima alle classifiche di tutto il mondo. Ritmi semplici, messaggi immediati e ironia: questa la ricetta con cui hanno conquistato l'immaginario dei giovani degli anni 90.

Il gruppo nasce alla fine degli anni 80 dalle ceneri dei Sweet Children, la band di Rodeo in California, in cui Billie Joe Armstrong (voce e chitarra) e Mike Dirnt (basso e cori) si fanno le ossa sin da giovanissimi.

All'epoca si viveva in maniera un po' selvaggia, c’erano tanta birra e droga da fumare. C’era tanto nichilismo intorno a noi: ragazzi sbandati, sbornie, metanfetamina…Nessuno pensava che dessero dipendenza. Tutti quelli che conoscevamo facevano così. E anche noi. Andavano a una festa in casa di qualcuno dove stava suonando una band. Qualcuno aveva lo speed e noi lo prendevamo. Poi andavo a casa e iniziavo a scrivere canzoni.

Billie Joe Armstrong

Il primo album a nome Green Day è Kerplunk ed esce nel 1992, alla batteria c'è Tré Cool, subentrato ad Al Sobrante che torna a dedicarsi agli studi universitari. L'album è licenziato dalla Lookout! Records, casa discografica indipendente con grandi disponibilità economiche che dona al gruppo una spiccata visibilità nel panorama alternativo. Dominated Love Slave è cantata e scritta dal nuovo batterista, My Generation è l'apprezzatissima cover  della canzone degli Who del 1965.

Nel 1994 il trio firma con la Reprise Records, sottoetichetta della Warner Bros, e pubblica Dookie, l'album che farà conoscere Billy Joe e compagni in tutto il mondo vendendo 9 milioni di copie. She e Welcome to Paradise sono i singoli più fortunati, soprattutto grazie alla spinta di Mtv che accetta di trasmetterne i video in heavy rotation. Quello stesso anno i Green Day partecipano trionfalmente ai festival di Lollapalooza e Woodstock '94. L'anno successivo Dookie riceve un Grammy Award come Miglior Album Alternative e la band è nominata per 9 MTV Video Music Awards. L'Entertainment Weekly definisce i Green Day  “la band più influente della loro generazione”.  Il grande successo portato dall'album (che diventa disco di diamante negli Stati Uniti) dà l'avvio al primo tour internazionale della band.

Ricordo che da bambino guardavo i Van Halen suonare. Avevo più o meno 12 anni. Se Eddie mi avesse chiesto di salire sul palco con lui, io mi ci sarei fiondato. Suonare con lui sarebbe stato straordinario. Ho sempre vissuto con questa idea in mente; così è ciò che è accaduto inconsciamente. Con i Green Day sono riuscito a rompere la barriera che si crea tra la band e il suo pubblico.

Billie Joe Armstrong

La prova successiva, Insomniac, esce a fine '95 spiazzando tutti per le sue sonorità dark. Non raggiunge il successo dell'album precedente, ma riesce comunque a vendere più di due milioni di copie negli Stati Uniti. A causa della stanchezza provocata dai tour estenuanti, la band annulla il tour europeo e si prende una pausa.

Nel 1997 i Green Day iniziano a lavorare a un nuovo album. Il produttore Rob Cavallo dichiara che il lavoro avrebbe avuto un sound differente dai precedenti. E così è: Nimrod è pieno di contaminazioni surf, ska e garage, e costituisce un'ambiziosa deviazione sperimentale che omaggia vistosamente Clash e  Replacements.

Dopo anni travagliati e una parabola che punta la sua curva verso un basso inesorabile, nel 2004, la band licenzia il disco della maturità, la rock opera American Idiot. Suoni compatti ed epici in stile Who (grazie anche all'apporto del secondo chitarrista, il bravo e fedele Jason White, che accompagnava la band in tour già dal 1999) e un'immagine più decisa e matura, con un look total black spezzato soltanto dalla cravatta rossa di Billie Joe. Sul palco l'ex ragazzo perduto adotta toni da comizio, arrivando a utilizzare un megafono per urlare gli attacchi rivolti al governo Bush e teorizzare una connessione tra la disfunzione sociale americana e l’elezione del presidente guerrafondaio.

American Idiot  conquista molto rapidamente la prima posizione nella classifica di Billboard superando 12 milioni di copie vendute. La band vince un Grammy Award come Miglior Album Rock e ben 7 MTV Video Music Awards  sugli 8 ai quali era candidata. Il secondo singolo, Boulevard of Broken Dreams, rimane in testa alle classifiche per ben 16 settimane alla pari con la canzone dei Red Hot Chili Peppers Scar Tissue. Per i Green Day è come una seconda giovinezza.

Nel 2010 è stata realizzata una versione teatrale di American Idiot che ha debuttato a Broadway e ricevuto grandi consensi di critica e pubblico.

A maggio 2009 esce l’ottavo album dei Green Day, 21st Century Breakdown, prodotto da Butch Vig, già artefice del successo di Nevermind dei Nirvana. Suddiviso in tre atti e composto da 18 pezzi, l'album è costruito liricamente come un nuovo manifesto politico-sociale, un ammonimento contro il pericolo della rassegnazione per una generazione prostrata dopo otto anni di governo Bush. Dal punto di vista musicale, invece, recupera molti episodi del classic rock degli anni Settanta e cita - secondo le dichiarazioni di Billie Joe Armstrong - Queen, Beach BoysBruce Springsteen e i sempre quotatissimi Who

Nel 2012 viene annunciata la pubblicazione del nuovo album, diviso in tre capitoli. La trilpgia ¡UNO! ¡DOS! ¡TRÉ! esce tra settembre 2012 e gennaio 2013. Il tour che ne seguesi interrompe per  i problemi di dipendenza di Billie Joe Armstrong, che a fine anno si ripulisce l'immagine con Foreverly, disco di rielaborazioni degli Everly Brothers inciso in duetto con Norah Jones.

Nel 2016 i Green Day tornano in pista con Revolution Radio. A febbraio di quest'anno licenziano il loro tredicesimo album, Father of All Motherfuckers

Abbiamo campionato una canzone del grande album di Joan Jett “Bad Reputation”. Siamo fan sfegatati di Joan Jett, crediamo sia stato un bel modo di renderle tributo.

Bille Joe Armstrong

Dopo aver partecipato con Dave Grohl, Elton John e Billie Eilish  a un concerto in streaming per raccogliere fondi per la lotta al Covid-19, Billie Joe ha pubblicato un’altra canzone per No Fun Mondays, la rubrica che ha inaugurato durante la quarantena. “Pubblicherò una cover ogni settimana, il lunedì, finché non torneremo nel mondo reale”, ha detto.