Lee Konitz: alle origini del "cool"

    Lee Konitz: alle origini del "cool"

    Addio al grande sassofonista

    Lee Konitz: alle origini del "cool"

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    Già nel 1954, L’Enciclopedia del Jazz delle Messaggerie Musicali lo descriveva come uno dei maggiori esponenti del cool jazz e l’iniziatore di uno stile strumentistico modernissimo. Oggi, qualsiasi testo - specialistico o divulgativo – sulla musica afroamericana non esita a definirlo come un gigante del jazz tout court, creatore di un sound unico tra i musicisti della sua generazione.

    L’impronta del suo talento creativo è soprattutto nell’ambito armonico e il suo stile nelle esecuzioni d’insieme è assolutamente lineare, e, dato l’impiego di tonalità ed armonie moderne, dà un senso estremamente astratto
    Da ‘Dizionario del jazz’, Il Saggiatore, 1960

    Lee Konitz era nato nel 1927, e il prossimo 13 ottobre avrebbe compiuto 93 anni se il Covid-19 non lo avesse portato via. Da bambino, innamorato della musica di Benny Goodman, aveva iniziato a studiare il clarinetto. Poi, l’incontro – decisivo - col sax alto, senza negarsi qualche incursione nel mondo del sax tenore e del soprano (Lee Konitz e Riccardo Arrighini, The Soprano sax Album, 2006). Dopo un breve periodo giovanile da autodidatta, inizia lo studio del jazz con Lennie Tristano, la cui influenza durerà per tutta la vita, a partire dalle sue prime incisioni del 1947. Poi, altri incontri decisivi. Quello con Miles Davis, soprattutto, che lo vuole al proprio fianco per le registrazioni del 1949 - 1950, considerate l’atto di nascita del movimento del cool jazz, e che, diversi anni dopo, saranno raccolte nello storico album Birth of the Cool. Le varie formazioni che si alternano comprendono, tra i numerosi altri, Kai Winding e J. J. Johnson (tromboni), Gerry Mulligan (sax baritono), John Lewis (pianoforte), Max Roach e Kenny Clarke (Batteria).

    Stan Kenton, nella cui orchestra entra nel 1952 come guest soloist, diventa un altro dei suoi padri putativi e lo porterà al centro della scena del jazz mondiale. Poi, nel corso degli anni, le esibizioni e i dischi con Chet Baker, Elvin Jones (batterista del più celebre quartetto di John Coltrane), Bill Evans, Charles Mingus, Martial Solal, Paul Motian, Paul Bley, Charlie Haden, Phil Woods, Art Pepper, Ornette Coleman, Brad Mehldau, Dave Holland, Bill Frisell, Michel Petrucciani, Renato Sellani, Franco Cerri, Enrico Rava, Enrico Pieranunzi.
    Il 15 aprile 2020, Lee Konitz ci ha lasciato, stroncato dal coronavirus.