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    La carica espressiva di un grande soprano

    Anna Caterina Antonacci

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    Artista di fama internazionale, Anna Caterina Antonacci, ferrarese, classe 1961, si è esibita nei teatri e nei festival più prestigiosi con direttori quali Claudio Abbado, Sir Antonio Pappano, Riccardo Chailly, Riccardo Muti e Sir John Eliot Gardiner. Vincitrice dei Concorsi Internazionali “Voci Verdiane” di Busseto nel 1987, “Maria Callas” nel 1988 e “Luciano Pavarotti” nel 1992, è stata insignita della Legion d’onore francese nel 2009 per meriti artistici ottenuti in oltre trent’anni di carriera.

    Per il suo ritorno con l’Orchestra Sinfonica Nazionale della Rai dopo il Concerto di Natale ad Assisi nel 2003, propone una pagina eletta del suo repertorio più recente, con il quale, nel 2016, ha riscosso grande successo al Teatro alla Scala: La mort de Cléopâtre di Hector Berlioz.

    È un pezzo di grande potenza drammatica in cui Berlioz, che era sempre stato un compositore visionario e immaginifico, descrive gli ultimi momenti della vita di Cleopatra
    Anna Caterina Antonacci

    Dotata di una potente espressività drammatica e di una singolare elasticità della voce sia nel registro sopranile, sia in quello mezzosopranile, Anna Caterina Antonacci è nota per l’estrema versatilità con cui passa dal barocco all’opera contemporanea. Il suo repertorio spazia, infatti, da Rossini a Donizetti, da Mozart a Gluck, da Händel a Cherubini. E poi, Tosti, Respighi, Fauré, Debussy, Hahn, Reyer, Tutino, Hindemith, Gnecchi. E Berlioz, naturalmente.

    I personaggi evolvono costantemente: le mie prime Medea o Carmen non avevano nulla a che vedere con il modo in cui le interpreto oggi. Forse è questo ciò che mi appassiona di più nel mio lavoro: il ritrovare delle donne sempre diverse negli anni
    Anna Caterina Antonacci