Essere Mark Ronson

Essere Mark Ronson

Storia del produttore più famoso del nuovo pop

Essere Mark Ronson

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È l'uomo dietro suono stiloso e retrò di Back to Black di Amy Winehouse. Ha prodotto le hit planetarie di Bruno Mars, Coldplay e Adele. Ha fatto vincere a Lady Gaga l'Oscar per la miglior canzone originale nel 2019. Il suo tocco è unico e inconfondibile, il suo intuito prodigioso. Da quando ha iniziato a mettere i dischi nei club di New York a fine anni 90 fino ai 9 milioni di copie del suo ultimo singolo Uptown Funk, Mark Ronson ha dimostrato di sapersi muovere con lungimiranza e astuzia nel mondo del pop contemporaneo, anticipando stili e tendenze senza sbagliare un colpo. 

Storia di uno dei maggiori producer della musica pop britannica capace di rivaleggiare coni titani statunitensi Pharrell Williams e Timbaland.

Il mio sound è influenzato da quello che amo di più, dai classici soul e funk e dalla disco music. Quello che cerco di trovare è un modo personale in cui tutte queste influenze si possano tradurre in un’unica voce. È sempre questione di trovare il giusto equilibrio tra nuove tendenze e gusto per il passato.

Figlio della scrittrice Ann Dexter-Jones e dell'imprenditore Laurence Ronson, Mark nasce a Londra il 4 settembre 1975. Quando i genitori divorziano, otto anni più tardi, si trasferisce a New York con la madre, le due sorelle gemelle (Charlotte , che oggi è una stilista, e Samantha, cantante e dj) e il patrigno, Mick Jones dei Foreigner. Sarà grazie a lui che il giovane  aspirante produttore farà le prime esperienze in studio. Seguirà una lunga gavetta come dj: il volenteroso Mark suona in tutti i club newyorkesi creando un'intrigante miscela di funk, hip hop e rock attraendo un pubblico sempre crescente. A fine anni 90 è diventato un personaggio molto richiesto per suonare alle feste private dei vip. Nel 1999 viene scelto come testimonial di una pubblicità di Tommy Hilfiger.

Comincia a produrre musica dopo che il manager di Nikka Costa sente uno dei suoi pezzi e gli presenta la cantante. Nel 2001 produce il brano Everybody Got Their Something, che gli fa ottenere un contratto con l'etichetta discografica Elektra. Tenta la strada solista con l'album Here Comes the Fuzz, pubblicato nel 2003 con benevola accoglienza da parte della critica ma scarse vendite. All'album collaborano Mos Def, Jack White, Sean Paul, Nikka Costa, Nappy Roots e Rivers Cuomo. Il brano più conosciuto è Ooh Wee, che campiona Sunny di Boney M. e viene utilizzato nella colonna sonora dei film con Will Smith Hitch, lui sì che capisce le donne. L'Elektra tuttavia non è soddisfatta del ritorno commerciale del disco e, a sole due settimane dall'uscita, rescinde il contratto.

Ronson decide allora di dedicarsi totalmente alla produzione e lavora con Christina Aguilera, Lily Allen, Robbie Williams, Justin Timberlake e soprattutto con Amy Winehouse. Farà storia il suo lavoro sull'album Back to Black: "quella versione fake del Wall of Sound di Phil Spector", così la definisce lui, porta la cantante londinese al successo mondiale e fa vincere al produttore in ascesa tre Grammy Awards.

Penso di essere stato davvero molto fortunato a lavorare con gente di talento come Adele e Bruno Mars, ma nella voce non cerco tanto la tecnica quanto l’emozione che riesce a esprimere, quello che trasmette. Faccio continuamente scouting di giovani talenti, anche per produrli con la mia etichetta, la Allido Records.

Nel 2004 Ronson fonda l'etichetta Allido Records, filiale della J Records, il cui primo artista ad essere messo sotto contratto è Saigon.

Nel 2007 pubblica il suo secondo album, Version, e finalmente sbanca le classifiche con la cover del brano dei Kaiser Chiefs Oh My God, in collaborazione con Lily Allen. A dicembre riceve una nomination ai Grammy Award come produttore dell'anno insieme a Timbaland e Mike Elizondo. Nel 2008 vince il Brit Award come miglior artista solista maschile; nel corso della serata di premiazione si esibisce in un celebre medley di God Put a Smile upon Your Face con Adele, Stop Me con Daniel Merriweather e Valerie con Amy Winehouse.

L'anno successivo produce il tredicesimo album in studio dei Duran Duran, poi torna alla carriera solista e, a settembre 2010,fa uscire il suo terzo album, Record Collection, che firma col nome di Mark Ronson & The Business Intl. Sostenuto dal singolo The Bike Song, l'album riesce ad arrivare alla seconda posizione della classifica degli album più venduti nel Regno Unito.

Il quarto album, Uptown Special (che esce a gennaio del 2015), lo consacra definitivamente come musicista e autore. Ai brani collabora un parterre di tutto rispetto: Stevie Wonder, Mystikal, Kevin Parker, Bruno Mars Jeff Bhasker. Colonna portante del disco è la canzone coprodotta e cantata interamente da Bruno Mars, Uptown Funk. Sulle prime Ronson è dubbioso sulla scelta di questo singolo: " Forse assieme io e Bruno siamo troppo rétro", dice. Invece il pezzo sarà un successo commerciale senza precedenti e arriverà a vendere quasi 20 milioni di copie diventando il singolo più venduto del 2015 e uno dei più venduti nel mondo. Il brano ha vinto anche il Brit Awards come canzone dell'anno e il video che ne è stato tratto (girato ad Hollywood con un'ambientazione tipicamente anni 70) ha raggiunto un miliardo di visualizzazioni su YouTube.

Nel 2016 produce con Lady Gaga il quinto album in studio di quest'ultima, Joanne. La fortunata collaborazione si ripete due anni dopo per la realizzazione della colonna sonora del film A Star Is Born, interpretato da Bradley Cooper e dalla stessa Lady Gaga. Il singolo Shallow vincerà l'Oscar come miglior canzone nel 2019.

Ronson ama anche sparigliare le carte e dimostrare di non essere solo un produttore dance. Nel 2017 produce a sorpresa Villains, l'ultimo album dei Queens of the Stone Age. Josh Homme dichiarerà di aver conosciuto l'eclettico producer britannico grazie al figlio, fan accanito di Uptown Funk.

Mi piace usare strumenti analogici. Proprio non riesco a stare ore e ore da solo fissando lo schermo del computer, come fanno in molti oggi.

A ottobre 2019 viene distribuito il documentario How to Be: Mark Ronson, in cui il Nostro si racconta al regista Carl Hindmarch. Ne esce la storia di un produttore di talento che per una lunga stagione ha dettato il tono delle produzioni pop internazionali. Ronson evoca il sapore dei classici e li cala in un contesto sonoro moderno. È ancora il ragazzo bianco che prendeva il sound dei neri, lo smontava e lo rimontava in modo ingegnoso. Ha contribuito a dare un suono contemporaneo alla retromania degli ultimi quindici anni.  Riuscirà a vincere la sfida del nuovo millennio? 

Nel video Mark Ronson è intervistato da Ronnie Wood in un episodio della serie The Ronnie Wood Show.