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    Quando Glauco Mauri incontrò Beethoven

    I "Quaderni di conversazione" al teatro e in Tv

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    Nel 1977, la Rai propone una trasposizione televisiva dello spettacolo di Glauco Mauri, Beethoven. Dai quaderni di conversazione di Ludwig van Beethoven. La rappresentazione era andata in scena nei teatri italiani fin dalla stagione 1973/74, a partire dal Comunale di Treviso.

    La pièce è tratta proprio da quei documenti citati nel sottotitolo: quaderni veri e propri sui quali Beethoven, negli ultimi anni di vita (dal 1818 al 1827), ormai sordo, chiede ai propri interlocutori – soprattutto al segretario Anton Schindler - di scrivere le domande a cui risponde a voce o le risposte alle domande che pone. Purtroppo, alla morte del Maestro, Schindler distruggerà la gran parte dei quaderni, che avrebbero costituito una fonte preziosissima per la ricostruzione storica e musicologica della vita e delle opere del Maestro.

    A chi veniva a trovarlo offriva una pagina bianca e una di quelle grosse matite da falegname che usava lui, le uniche a cui sapesse fare la punta; e seguiva con occhio impaziente le mani che scrivevano le parole, le parole che nascevano, le frasi di cui spesso preveniva la fine; e in questo faticoso esercizio, in questa strenua tensione, c’era la volontà forte di non restare solo, l’unico modo di non essere isolato da tutto il resto del mondo […] Glauco Mauri ci invita a partecipare a questo dramma
    Lorenzo Arruga, musicologo

    Nella clip proposta vediamo Beethoven, interpretato da Glauco Mauri, alle prese con le difficoltà, di ordine economico, nonché censorio, relative alla prima esecuzione a Vienna della Nona Sinfonia e di parte (Kyrie, Credo e Agnus Dei) della Missa Solemnis, il 7 maggio 1824 al Theater an der Wien.

    Per l’occasione, Beethoven indosserà un frac verde (l’unico che possiede) e assisterà al concerto dalla fossa dell'orchestra; non udirà la musica, né gli applausi, e si accorgerà del successo solamente quando il pubblico inizierà a sventolare dei fazzoletti bianchi. Salirà in proscenio e s’inchinerà commosso, come commossi saranno tutti gli orchestrali e la platea intera.

    Questa 'pièce' teatrale allora diventa come la struggente, drammatica testimonianza d’una vita attorno e dentro a un uomo che si è battuto, con forza gigantesca e con debolezze da indifeso, per creare
    Lorenzo Arruga, musicologo