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    Uto Ughi. Omaggio a Beethoven

    Intervista al violinista Uto Ughi, a 250 anni dalla nascita di Beethoven

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    Nell’anno in cui ricorre il duecentocinquantesimo anniversario della nascita di Ludwig van Beethoven, il violinista Uto Ughi, uno dei massimi esponenti della scuola violinistica italiana, ripercorre per Save the Date (Rai 5) alcune tappe della vita e dell’arte del grande compositore tedesco.

    Il modo di percepire Beethoven non è mai uguale, come il modo di percepire anche altri autori. Non esiste un’interpretazione definitiva. La musica è arte, è ricerca, è affinamento, perfezionismo. Non è mai chiuso, non è mai finito. È un anelito verso la bellezza
    Uto Ughi

    A partire dagli strumenti che da sempre lo accompagnano nei suoi concerti, un Guarneri del Gesù del 1744 e uno Stradivari del 1701 denominato Kreutzer), Uto Ughi mette a fuoco il rapporto di intensa partecipazione con la musica e le sonate per violino e pianoforte del compositore tedesco, che l’hanno reso uno dei suoi interpreti contemporanei più apprezzati.

    Uto Ughi  è nato nel 1944.Si è esibito per la prima volta in pubblico all'età di sette anni e ha studiato sotto la guida di George Enescu, già maestro di Yehudi Menuhin. Erede della tradizione che ha visto nascere e fiorire in Italia le prime grandi scuole violinistiche, ha suonato in tutto il mondo con le più importanti orchestre sinfoniche tra cui la Boston Symphony Orchestra, la Philadelphia Orchestra, la New York Philharmonic, la Washington Symphony Orchestrala e sotto la direzione di maestri quali, tra gli altri, Sergiu Celibidache, Myung-Whun Chung, Aldo Ceccato, James Colon, Carlo Maria Giulini, Lu Jia, Lorin Maazel, Zubin Mehta, Kent Nagano, Krzysztof Penderecki, Georges Prêtre, Mstislav Leopol'dovič Rostropovič, Giuseppe Sinopoli.