Addio a Gino Paoli
"Amare per vivere", il recital del 1972
Gino Paoli (Monfalcone il 23 settembre 1934), uno dei maestri della canzone d'autore italiana, ci lascia all'età di 91 anni il 24 marzo 2026. Autore di brani che fanno parte della storia del nostro Paese, la Rai lo ricorda con lo speciale Amare per vivere, un evento musicale andato in onda il 16 marzo 1972, registrato negli studi Rai di Milano con la regia di Mario Morini, scritto da Giorgio Calabrese.
In questo programma vediamo Paoli nella veste inedita di padrone di casa, circondato dai suoi amici di sempre, che si esibisce in alcuni dei suoi brani più celebri, accompagnato al pianoforte dal maestro Giampiero Boneschi e in dialogo costante con l’autore stesso.
Tra i pezzi in programma, i grandi successi che hanno segnato la sua carriera, come "Senza fine", "Me in tutto il mondo", "Come si fa", "Prima di vederti", "Invece no", "Che cosa c'è", "Il cielo in una stanza" e "Sapore di sale".
Nello spettacolo, Paoli rende omaggio anche a due giganti della musica francese, Leo Ferré e Jacques Brel, interpretando magistralmente "Avec le temps" e "Ne me quitte pas". Un tributo che dimostra ancora una volta la sua profonda sensibilità artistica e il legame con la tradizione musicale d'oltralpe: di questi brani, nel periodo in cui era in contratto con la Rca, il cantautore aveva infatti curato anche le traduzioni.
In questo programma vediamo Paoli nella veste inedita di padrone di casa, circondato dai suoi amici di sempre, che si esibisce in alcuni dei suoi brani più celebri, accompagnato al pianoforte dal maestro Giampiero Boneschi e in dialogo costante con l’autore stesso.
Tra i pezzi in programma, i grandi successi che hanno segnato la sua carriera, come "Senza fine", "Me in tutto il mondo", "Come si fa", "Prima di vederti", "Invece no", "Che cosa c'è", "Il cielo in una stanza" e "Sapore di sale".
Nello spettacolo, Paoli rende omaggio anche a due giganti della musica francese, Leo Ferré e Jacques Brel, interpretando magistralmente "Avec le temps" e "Ne me quitte pas". Un tributo che dimostra ancora una volta la sua profonda sensibilità artistica e il legame con la tradizione musicale d'oltralpe: di questi brani, nel periodo in cui era in contratto con la Rca, il cantautore aveva infatti curato anche le traduzioni.