52° Festival della Valle d'Itria
Con la direzione artistica di Silvia Colasanti
Pulcinella “balletto con canto in un atto” del 1920, venne composto da Stravinsij su commissione di Sergej Diaghilev per i Balletti russi, prendendo spunto dalle maschere della tradizione mediterranea e dalla musica di Pergolesi e del Settecento napoletano. La favola di Orfeo, di più rara esecuzione, è un’opera da camera in un atto, scritta da Casella nel 1932 su libretto di Corrado Pavolini dalla Fabula di Orfeo di Poliziano in cui si ripercorre il mito del cantore tracio, poeta tra i poeti, che scende nell’Ade per riportare in vita la sua amata Euridice. Regia e coreografia sono di Jean Renshaw, artista anglo-tedesca già ospite del Festival; Nicolò Umberto Foron, giovane talento italo-tedesco, classe 1998, già affermato sulla scena internazionale e per la prima volta impegnato in Italia nella direzione di un’opera, guida l’Orchestra e il Coro del Teatro Petruzzelli di Bari, mentre la danza sarà affidata alla compagnia Eko Dance Project. Le voci principali, in entrambe le opere, sono di Chiara Mogini (Mezzosoprano/Una driade), Matteo Falcier (Tenore/Orfeo) e Roberto Lorenzi (Basso/Plutone), affiancati da tre giovani talenti dell’Accademia del Belcanto “Rodolfo Celletti” impegnati nell’opera di Casella – Cecilia Taliani Grasso soprano (Euridice), Willingerd Giménez baritono (La voce di Aristeo), Flavia Fioretti mezzosoprano (Una baccante).La musica ci pone domande, emoziona, incuriosisce, attraversando quattro secoli – da Francesco Provenzale ai nostri giorni – con particolare attenzione al Novecento storico italiano ed europeo: nel Neoclassicismo alcuni autori della prima metà del secolo scorso hanno guardato alla propria storia lavorando tra memoria e sperimentazione, interrogandosi – e interrogandoci – sul senso della modernità musicale.
Con una nuova produzione, il Festival mette in scena un dittico formato da Pulcinella di Igor Stravinskij e La favola di Orfeo di Alfredo Casella, due lavori in un atto unico che reinterpretano il mito e la tradizione classica in chiave novecentesca e che ci portano alle radici della nostra
Silvia Colasanti
Parte integrante del Festival saranno i numerosi concerti lirici, sinfonici e cameristici, che arricchiranno la programmazione valorizzando chiostri, basiliche, masserie, luoghi storici e di grande bellezza del barocco martinese e del territorio della Valle d’Itria. Saranno tutti dedicati ad approfondire e a riflettere sul tema “Mediterraneo” e sulla musica dei compositori in cartellone.Tra i due autori c’è una dialettica: da una parte la distanza critica e ironica, dall’altra un recupero più “storico” e identitario. Ma entrambi lavorano per stratificazioni, per livelli di lettura. Stravinskij e Casella costruiscono due modalità molto diverse di riattivare il passato musicale europeo. In Stravinskij il Settecento viene osservato come un materiale storico che perde la sua funzione originaria e diventa oggetto di reinvenzione, quasi un processo di astrazione, in cui il linguaggio barocco viene smontato e ricomposto. In Casella, invece, il riferimento al passato, il Rinascimento, le origini del teatro musicale italiano, sono pensati quasi come una linea genealogica che non si interrompe, ma si trasforma
Nicolò Umberto Foron
In programma il 18 e 19 luglio, il Convegno di studi Riscoprire l’antico nel Novecento. Mito e Mediterraneo in Stravinskij e Casella, con il coordinamento scientifico di Luca Aversano e in coproduzione con l’Associazione Docenti Universitari Italiani di Musica.
Momento di riflessione e dialogo sul significato contemporaneo del Mediterraneo sarà poi l'incontro del 28 luglio (ore 18.00) nel Chiostro di San Domenico di Martina Franca, fra la direttrice artistica del Festival Silvia Colasanti e il presidente nazionale della Croce Rossa Italiana, Rosario Maria Gianluca Valastro. Il Mare Nostrum sarà osservato non soltanto come crocevia di civiltà e culla della nostra cultura, ma anche come spazio in cui si intrecciano oggi questioni umanitarie, migrazioni, accoglienza e tutela della dignità della persona.
Il 52° Festival della Valle d’Itria è organizzato da Fondazione Paolo Grassi con il sostegno di Ministero della Cultura, Regione Puglia, Puglia Promozione, Provincia di Taranto, Comune di Martina Franca, Comune di Cisternino.
Certificazione Ecoevents-Legambiente
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