Giovanni Battista "Pinin" Farina, dalla bottega di carrozziere al mondo

Giovanni Battista "Pinin" Farina, dalla bottega di carrozziere al mondo

Da "Storia di una leggenda. Pininfarina", 2025

Giovanni Battista "Pinin" Farina, dalla bottega di carrozziere al mondo
Giovanni Battista Farina (Torino 2 novembre 1893 - Losanna (Svizzera) 3 aprile 1966), per tutti "Pinin" perché era il maschio più piccolo di undici fratelli, a dodici anni non ancora compiuti entra nella bottega di carrozziere del fratello Giovanni.

Sulle salde fondamenta della carrozzeria, nel 1910 i fratelli Giovanni, Battista e Carlo Farina fondano gli Stabilimenti Farina, un'impresa già molto avanzata se la Fiat, fabbrica che già in quegli anni godeva di una posizione egemone nel settore dell'industria automobilistica italiana, chiese loro di collaborare per carrozzare la "Zero", il primo modello di auto che prefigurava la produzione di massa.

Dato il successo della ditta di famiglia, e dopo un viaggio negli Stati Uniti dove conobbe personalmente Henry Ford, re dell'industria automobilistica americana, il giovane Pinin nel 1930 lascia gli Stabilimenti Farina per fondare, con l'aiuto di alcuni soci, un'azienda tutta sua. Con un capitale iniziale di 1.000.000 di Lire, viene costituita la S. A. Carrozzeria Pinin Farina di cui Giovanni Battista ricopre la carica di amministratore delegato e direttore generale. 

A sostenere gli inizi della nuova impresa è Vincenzo Lancia, pilota collaudatore e costruttore di auto. Con 10 mila mq di fabbrica e 90 operai, Pinin Farina si impegna nella progettazione di esemplari unici, che presto diventano fuoriserie. Negli anni Trenta i suoi clienti sono la regina di Romania, il re dell’Iraq e Guglielmo Marconi. 

Dalla Dilambda, berlina a due porte, con cui Pinin Farina ottiene il Gran premio d’onore al concorso d’eleganza di Villa d’Este, alla Lancia Astura che nel 1933 stupisce tutti per le sue linee aerodinamiche; dalla coupé Alfa Romeo 6C 2300 Pescara e, soprattutto, la Lancia Aprilia del 1937. Nonostante un periodo di crisi, da cui l'imprenditore esce impegnando il proprio patrimonio personale, nel 1939, a un anno dallo scoppio della Seconda guerra mondiale, la produzione della S. A. Carrozzeria Pinin Farina tocca le 800 unità e i dipendenti sono 500. Durante la guerra lo stabilimento di corso Trapani sforna autocarri e ambulanze, sedili per aerei, slitte, imbarcazioni di legno, cucine economiche. 

Nell'immediato dopoguerra la Pinin Farina raggiunge uno dei vertici della sua creatività: la berlinetta Cisitalia tipo 202 che esibisce una grande novità: i parafanghi integrati nella struttura della carrozzeria. E' la prima vettura al mondo ad essere esposta permanentemente in un museo di arte moderna, il Museum of Modern Art di New York, nella sua versione GT.

La Cisitalia rappresenta sia il punto d’arrivo della ricerca aerodinamica degli anni Trenta, sia il riferimento progettuale dei coupé prodotti successivamente. Dal 1951 è esposta nel Museum of Modern Art di New York come esempio di scultura in movimento.


La Cisitalia 202 GT del 1948, la prima automobile acquisita dal MoMA di New York

Nel 1952 con l'inizio della collaborazione con Enzo Ferrari e la commissione da parte della casa statunitense Nash della serie Ambassador e della versione sportiva Nash Healy, nasce la fase della partnership con le imprese automobilistiche straniere e del debutto sui mercati internazionali con la Peugeot 403 e la versione Pinin Farina della Austin A40 della British Motor Corporation. Gli anni Cinquanta segnano anche una svolta nella strategia aziendale per via del grande incremento quantitativo nella produzione automobilistica che impone le regole della fabbricazione in serie. Dal 1954, grazie all’esordio sul mercato della Giulietta, il modello con cui l’Alfa Romeo entra nel campo delle vetture a grande diffusione, la Pinin Farina costruirà, sino al 1965, 27.000 unità della versione spider.

Il successo della Giulietta impone spazi più adeguati e Farina, nel 1958, trasferisce ogni attività a Grugliasco, vicino a Torino, in un nuovo stabilimento: 36.500 mq, 921 dipendenti, vetture prodotte da 3.140 a 5.466.

Nel 1961 il Presidente della Repubblica Giovanni Gronchi decide la modifica del cognome Farina in Pininfarina, per sancire un uso che aveva caratterizzato una vicenda di successo imprenditoriale dell’industria italiana nel mondo.

Nel video Storia di una leggenda. Pininfarina, 2025