Leo Muscato
Un'idea di teatro aperto a più culture
Abbiamo scelto di inaugurare il Festival di Spoleto 2026 con ‘Vanessa’ di Samuel Barber perché incrocia in modo naturale il tema di questa edizione, “Radici”. È un’opera che tiene insieme due mondi: la tradizione europea e la cultura americana, e li fa dialogare senza mai separarli davvero. Questo è già nella sua origine: nel libretto di Gian Carlo Menotti, che guarda all’immaginario di un’altra illustre europea, Karen Blixen, e nel legame con Spoleto, dove l’opera ha trovato il suo debutto europeo, nel 1961, in una traduzione italiana del libretto. Tornarci oggi, dopo sessantacinque anni nella versione originale inglese, non è un’operazione filologica: è un modo per riattivare quel movimento, rimettere in circolo un’idea di teatro aperto, attraversato da più culture. Vanessa è una delle poche opere americane entrate stabilmente nel repertorio statunitense, ma resta raramente rappresentata sulle scene europee, e forse proprio per questo necessaria. È un’opera che scava in zone scomode – l’attesa, il desiderio, l’identità – senza cercare soluzioni facili. La messa in scena nasce da qui: non come celebrazione, ma come attraversamento
Leo Muscato