Maria Kozhevnikov. La comprensione del gusto
Dal determinismo chimico alla cognizione
Nel video la Professoressa Maria Kozhevnikov, psicologa cognitiva e neuroscienziata con cattedra duale ad Harvard Medical School e alla National University of Singapore, intervistata in occasione del convegno scientifico “Dalla Chimica alla Mente – Neuroscienze e Psicologia del Gusto”, che si è tenuto il 15 giugno a Roma, espone i punti essenziali del suo intervento “From Chemistry to Mind: The Neurocognitive Basis of Chef’s Expertise”.
La Kozhevnikov propone un cambio di paradigma nella comprensione del gusto: dal determinismo chimico alla cognizione. La sua ricerca dimostra che il sapore è un’esperienza costruita dalla mente emergente dall’integrazione di imagery visiva, olfattiva e gustativa, insieme a memoria e contesto socioculturale. Il concetto chiave introdotto è quello di taste imagery: una capacità neurocognitiva misurabile che determina come un professionista anticipa le combinazioni di sapori e valuta un piatto ancora prima di prepararlo. Studi empirici condotti su chef professionisti e coorti interculturali mostrano che combinazioni identiche di ingredienti possono produrre esperienze gustative opposte, riflettendo una polarità radicata nell’esperienza socioculturale piuttosto che nelle proprietà chimiche degli ingredienti stessi.
La Kozhevnikov propone un cambio di paradigma nella comprensione del gusto: dal determinismo chimico alla cognizione. La sua ricerca dimostra che il sapore è un’esperienza costruita dalla mente emergente dall’integrazione di imagery visiva, olfattiva e gustativa, insieme a memoria e contesto socioculturale. Il concetto chiave introdotto è quello di taste imagery: una capacità neurocognitiva misurabile che determina come un professionista anticipa le combinazioni di sapori e valuta un piatto ancora prima di prepararlo. Studi empirici condotti su chef professionisti e coorti interculturali mostrano che combinazioni identiche di ingredienti possono produrre esperienze gustative opposte, riflettendo una polarità radicata nell’esperienza socioculturale piuttosto che nelle proprietà chimiche degli ingredienti stessi.