La fabbrica Olivetti a Pozzuoli
Viaggio nell'Italia che cambia, 1963
La puntata dell’undici marzo del 1963 del programma inchiesta del giornalista Ugo Zatterin, “Viaggio nell'Italia che cambia“, fu dedicato alle nuove realtà industriali sorte nel sud di un’Italia divisa in due, tra un meridione ancora depresso e un nord del paese in pieno boom economico. Oltre alla fabbrica Olivetti per macchine calcolatrici di Pozzuoli (Napoli), da cui è estratto questo video, nella seconda parte del programma Zatterin indaga anche la Montecatini di Brindisi, il più importante stabilimento petrolchimico italiano (Viaggio nell'Italia che cambia).
Ma la società ancora rurale del Sud che si avviava all’industrializzazione, dopo oltre dieci anni di attività, sentiva profondamente lo scontro fra uomo e macchina a cui la filosofia e l’etica di Adriano erano molto sensibili. Intervistati, gli operai di Pozzuoli raccontano tutti i vantaggi di un lavoro sicuro, senza tuttavia nascondere il prezzo della contropartita, la realtà monotona e statica della fabbrica.
La fabbrica Olivetti di Pozzuoli nasce nel 1951; il nuovo stabilimento progettato dall'architetto Luigi Cosenza, sarà inaugurato da Adriano Olivettib nel 1955. Lo spazio si presentava come una "fabbrica verde", perfettamente inserita nell'ambiente, con ampie vetrate, cortili, alberi, strutture per la biblioteca e la mensa che contribuirono a creare un ambiente di lavoro confortevole.Da queste due realtà, già agli inizi degli anni Cinquantal’economia e la società del sud Italia iniziavano lentamente a rinascere
All’epoca dell’inchiesta, Pozzuoli impiegava 1200 lavoratori, di cui solo 35 donne, tutti provenienti dal Sud e formati, all'apertura del complesso, da personale proveniente da Ivrea. Olivetti già adottava la settimana corta e il lavoratore veniva scelto attraverso test attitudinali, anche se usati con prudenza.Di fronte al golfo più singolare del mondo, questa fabbrica si è elevata, nell'idea dell'architetto, in rispetto della bellezza dei luoghi e affinché la bellezza fosse di conforto nel lavoro di ogni giorno
Adriano Olivetti
Ma la società ancora rurale del Sud che si avviava all’industrializzazione, dopo oltre dieci anni di attività, sentiva profondamente lo scontro fra uomo e macchina a cui la filosofia e l’etica di Adriano erano molto sensibili. Intervistati, gli operai di Pozzuoli raccontano tutti i vantaggi di un lavoro sicuro, senza tuttavia nascondere il prezzo della contropartita, la realtà monotona e statica della fabbrica.