Stimolamente, la riabilitazione non invasiva dell'Alzheimer

Carlo Miniussi

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Negli ultimi anni sono nate nuove tecniche non invasive di stimolazione cerebrale che consentono di migliorare i processi di apprendimento. Recenti evidenze dimostrano che un trattamento con stimolazione magnetica transcranica (TMS) è in grado di migliorare i deficit cognitivi in pazienti affetti da malattia di Alzheimer e da varie patologie neurologiche. La TMS sembra promuovere processi di plasticità sinaptica che favoriscono l’apprendimento.

In questo progetto di ricerca la TMS si configura come possibilità di accedere ad un trattamento non farmacologico innovativo che viene combinato al training cognitivo per la durata complessiva di quattro settimane.

I risultati saranno cruciali per acquisire una migliore comprensione dei meccanismi attraverso i quali la stimolazione corticale contribuisce all'induzione di plasticità cerebrale e per produrre un approccio efficace nel trattamento dei deficit cognitivi, utilizzabile a scopo clinico.
Ce ne parla Carlo Miniussi, direttore CIMEC (Centro Interdipartimentale Mente/Cervello) dell'Università di Trento.