Neanderthal: basta la parola

Stefano Benazzi

Le ricerche degli ultimi venti anni hanno stravolto le nostre conoscenze sull’uomo di Neanderthal, una specie umana che si è evoluta in Europa a partire da circa 400 mila anni fa. I resti fossili dello scheletro ci raccontano di un’umanità estremamente robusta, ben adattata al freddo delle ere glaciali. Ai rigori del clima sopperiva tuttavia anche grazie al miglioramento delle strategie di sussistenza e allo sviluppo culturale, come l’utilizzo di strumenti di selce immanicati su bastoni di legno, l’uso abituale del fuoco, nonché l’abile sfruttamento di risorse animali e vegetali.

Anche le capacità cognitive e il pensiero simbolico del Neanderthal sono stati notevolmente rivalutati a seguito della scoperta di tracce di rimozione delle penne di uccelli e l’utilizzo di artigli di rapaci a fini probabilmente ornamentali.

Proprio per questo motivo, le cause che hanno portato alla sua estinzione, avvenuta intorno a 40 mila anni fa, rimangono materia di dibattito e continuano ad attrarre l’attenzione non solo della comunità scientifica, ma anche del pubblico non specialista.