"Space Lovers" : tre week end per esplorare lo Spazio
Al Museo Nazionale Scienza e Tecnologia Leonardo da Vinci
17 Gen 2026 > 01 Feb 2026
Dal 17 gennaio al 1° febbraio 2026 il Museo Nazionale Scienza e Tecnologia Leonardo da Vinci dedica tre weekend speciali allo Spazio , un tema che accompagna questa istituzione dalla sua fondazione. Proprio l’astronomia e gli strumenti per osservare il cielo costituirono, nel 1961, la prima sezione permanente aperta al pubblico: un nucleo storico destinato a crescere fino a trasformarsi in una delle esposizioni più ricche e significative del Museo.
Ogni sabato e domenica, il pubblico di tutte le età potrà entrare nella Tinkering Zone e costruire circuiti luminosi immaginando di inviare messaggi marziani con led, batterie e nastro di rame. Oppure, nell’iLAB Matematica o su Base Marte, dove si simulano sfide che mettono alla prova ingegno e spirito di squadra per garantire la sopravvivenza dell’equipaggio. Spazio anche alla fantasia e alla scienza del cibo nell’iLAB Alimentazione si sperimenta invece la scienza del cibo, con la creazione di preparati spaziali immaginari, e nell’iLAB Genetica per scoprire se è possibile coltivare insalata nello Spazio e come progettare veri e propri orti stellari.
Ai più piccoli (3 ai 6 anni) è riservata l’innovativa area Playlab che propone il percorso Il cielo nella stanza, dove giochi di luce e costellazioni prendono vita in un cielo immaginario. Le visite guidate permetteranno di esplorare ricerche e tecnologie utilizzate per conoscere l’Universo e di ammirare l’unico frammento di Luna esposto in Italia. Infine, grazie ai visori di realtà virtuale , sarà possibile partire per un emozionante viaggio nel Sistema Solare, da Mercurio fino alla stella ipergigante rossa VY Canis Majoris. Con il supporto del Circolo Astrofili, i visitatori potranno inoltre osservare la superficie del Sole, tra macchie solari e affascinanti misteri ancora da svelare.
Per tutto il mese di gennaio, inoltre, grazie alla collaborazione con ESERO Italia - programma congiunto di ASI ed ESA per la formazione della comunità dei docenti -, gli insegnanti avranno ingresso gratuito ogni weekend, presentando un documento che attesti la professione: un’occasione per avvicinarsi a strumenti, narrazioni e contenuti utili alla didattica STEM in classe.
La sezione Spazio e Astronomia
L’area permanente dedicata allo Spazio e all’Astronomia – arricchita nel tempo da oggetti straordinari, dalle antiche strumentazioni astronomiche ai grandi telescopi, dai modelli di razzi e satelliti fino alle tute degli astronauti – offre ai visitatori un autentico viaggio nel cosmo. Tra i reperti spicca un oggetto unico in Italia: un frammento di roccia lunare dell’Apollo 17 , raccolto nel 1972 da Eugene Cernan e donato al Museo nel 1973, oggi esposto in un allestimento immersivo. Accanto ad esso, consolle della Soyuz, parti originali dell’Apollo 15, la rarissima tuta Krechet (rara testimonianza del progetto sovietico destinato a portare l’uomo sulla Luna), le tute di volo degli astronauti italiani raccontano le imprese che hanno segnato la storia dell’astronautica. All’esterno, a testimoniare il ruolo chiave dell’Europa e dell’Italia nel settore, svetta il modello in scala 1:1 del lanciatore europeo Vega : una replica fedele del primo esemplare lanciato nel 2012, realizzata grazie a un accordo tra il Museo e l’Agenzia Spaziale Europea (ESA), con il supporto dell’Agenzia Spaziale Italiana (ASI), e dell’azienda italiana Avio, protagonista nello sviluppo del programma. Alto 30 metri, il Vega è oggi uno degli elementi più iconici del quartiere, visibile anche dalle vie circostanti.
“Fragility and Beauty - Taking the pulse of our planet from space”
Nel corso dei weekend spaziali il pubblico potrà inoltre visitare Fragility and Beauty – Uno sguardo alla Terra con l’occhio dei satelliti, il percorso espositivo promosso dall’Agenzia Spaziale Europea (ESA) in collaborazione con l’Agenzia Spaziale Italiana (ASI), che porta al Museo Nazionale Scienza e Tecnologia le più recenti e spettacolari immagini del nostro pianeta osservato dallo Spazio. Curata da Viviana Panaccia, la mostra invita il pubblico a scoprire come ricerca scientifica e tecnologia satellitare permettano di leggere i segni dei cambiamenti climatici e di comprendere la fragilità del nostro pianeta. L’esposizione si articola in tre sezioni – Città, Ecosistemi terrestri e Satelliti per uno sviluppo sostenibile – e guida i visitatori in un viaggio attraverso megalopoli in crescita, foreste, deserti, ghiacci polari e oceani, mostrando gli effetti dell’aumento della popolazione, dello sfruttamento delle risorse naturali e dell’innalzamento delle temperature.
Grazie a immagini ad alta risoluzione, installazioni multimediali e un touch table interattivo, il percorso rende evidente il ruolo insostituibile dei satelliti nel monitorare fenomeni estremi, scioglimento dei ghiacci, scarsità d’acqua e altre trasformazioni che mettono a rischio gli ecosistemi terrestri. La mostra si conclude con uno sguardo agli obiettivi di sviluppo sostenibile fissati dalle Nazioni Unite per il 2030 e al contributo delle tecnologie spaziali per raggiungerli.
Una suggestiva video-installazione, ispirata alla serie One Strange Rock e realizzata da Darrel Aronofsky per National Geographic, invita infine a riflettere sulla bellezza e vulnerabilità della Terra, richiamando alla responsabilità condivisa di preservarla per le generazioni future.
PROGRAMMA
Ogni sabato e domenica, il pubblico di tutte le età potrà entrare nella Tinkering Zone e costruire circuiti luminosi immaginando di inviare messaggi marziani con led, batterie e nastro di rame. Oppure, nell’iLAB Matematica o su Base Marte, dove si simulano sfide che mettono alla prova ingegno e spirito di squadra per garantire la sopravvivenza dell’equipaggio. Spazio anche alla fantasia e alla scienza del cibo nell’iLAB Alimentazione si sperimenta invece la scienza del cibo, con la creazione di preparati spaziali immaginari, e nell’iLAB Genetica per scoprire se è possibile coltivare insalata nello Spazio e come progettare veri e propri orti stellari.
Ai più piccoli (3 ai 6 anni) è riservata l’innovativa area Playlab che propone il percorso Il cielo nella stanza, dove giochi di luce e costellazioni prendono vita in un cielo immaginario. Le visite guidate permetteranno di esplorare ricerche e tecnologie utilizzate per conoscere l’Universo e di ammirare l’unico frammento di Luna esposto in Italia. Infine, grazie ai visori di realtà virtuale , sarà possibile partire per un emozionante viaggio nel Sistema Solare, da Mercurio fino alla stella ipergigante rossa VY Canis Majoris. Con il supporto del Circolo Astrofili, i visitatori potranno inoltre osservare la superficie del Sole, tra macchie solari e affascinanti misteri ancora da svelare.
Per tutto il mese di gennaio, inoltre, grazie alla collaborazione con ESERO Italia - programma congiunto di ASI ed ESA per la formazione della comunità dei docenti -, gli insegnanti avranno ingresso gratuito ogni weekend, presentando un documento che attesti la professione: un’occasione per avvicinarsi a strumenti, narrazioni e contenuti utili alla didattica STEM in classe.
La sezione Spazio e Astronomia
L’area permanente dedicata allo Spazio e all’Astronomia – arricchita nel tempo da oggetti straordinari, dalle antiche strumentazioni astronomiche ai grandi telescopi, dai modelli di razzi e satelliti fino alle tute degli astronauti – offre ai visitatori un autentico viaggio nel cosmo. Tra i reperti spicca un oggetto unico in Italia: un frammento di roccia lunare dell’Apollo 17 , raccolto nel 1972 da Eugene Cernan e donato al Museo nel 1973, oggi esposto in un allestimento immersivo. Accanto ad esso, consolle della Soyuz, parti originali dell’Apollo 15, la rarissima tuta Krechet (rara testimonianza del progetto sovietico destinato a portare l’uomo sulla Luna), le tute di volo degli astronauti italiani raccontano le imprese che hanno segnato la storia dell’astronautica. All’esterno, a testimoniare il ruolo chiave dell’Europa e dell’Italia nel settore, svetta il modello in scala 1:1 del lanciatore europeo Vega : una replica fedele del primo esemplare lanciato nel 2012, realizzata grazie a un accordo tra il Museo e l’Agenzia Spaziale Europea (ESA), con il supporto dell’Agenzia Spaziale Italiana (ASI), e dell’azienda italiana Avio, protagonista nello sviluppo del programma. Alto 30 metri, il Vega è oggi uno degli elementi più iconici del quartiere, visibile anche dalle vie circostanti.
“Fragility and Beauty - Taking the pulse of our planet from space”
Nel corso dei weekend spaziali il pubblico potrà inoltre visitare Fragility and Beauty – Uno sguardo alla Terra con l’occhio dei satelliti, il percorso espositivo promosso dall’Agenzia Spaziale Europea (ESA) in collaborazione con l’Agenzia Spaziale Italiana (ASI), che porta al Museo Nazionale Scienza e Tecnologia le più recenti e spettacolari immagini del nostro pianeta osservato dallo Spazio. Curata da Viviana Panaccia, la mostra invita il pubblico a scoprire come ricerca scientifica e tecnologia satellitare permettano di leggere i segni dei cambiamenti climatici e di comprendere la fragilità del nostro pianeta. L’esposizione si articola in tre sezioni – Città, Ecosistemi terrestri e Satelliti per uno sviluppo sostenibile – e guida i visitatori in un viaggio attraverso megalopoli in crescita, foreste, deserti, ghiacci polari e oceani, mostrando gli effetti dell’aumento della popolazione, dello sfruttamento delle risorse naturali e dell’innalzamento delle temperature.
Grazie a immagini ad alta risoluzione, installazioni multimediali e un touch table interattivo, il percorso rende evidente il ruolo insostituibile dei satelliti nel monitorare fenomeni estremi, scioglimento dei ghiacci, scarsità d’acqua e altre trasformazioni che mettono a rischio gli ecosistemi terrestri. La mostra si conclude con uno sguardo agli obiettivi di sviluppo sostenibile fissati dalle Nazioni Unite per il 2030 e al contributo delle tecnologie spaziali per raggiungerli.
Una suggestiva video-installazione, ispirata alla serie One Strange Rock e realizzata da Darrel Aronofsky per National Geographic, invita infine a riflettere sulla bellezza e vulnerabilità della Terra, richiamando alla responsabilità condivisa di preservarla per le generazioni future.
PROGRAMMA