Il discorso di Vittorio Emanuele II

"non siamo insensibili al grido di dolore"

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A Torino, Vittorio Emanuele II pronuncia, nel discorso di apertura del parlamento piemontese “nel mentre rispettiamo i trattati non siamo insensibili al grido di dolore che da tante parti d’Italia si leva verso di noi”. Per l’Austria è una provocazione insopportabile, che insieme alla forte concentrazione di truppe piemontesi e di volontari sul confine lombardo, induce Vienna a inoltrare un ultimatum al regno sabaudo con l’ingiunzione di disarmare entro tre giorni. È l’occasione che il primo ministro Cavour aspettava. I patti segreti, stipulati fra Piemonte e Francia a Plombières, prevedevano infatti un intervento francese al fianco del Piemonte solo in caso di aggressione da parte austriaca. Intanto gli echi del discorso accendono la miccia in tutta la penisola: i lombardi manifestano il loro entusiasmo, mentre i volontari passano il Ticino per unirsi all’esercito sabaudo. La seconda guerra d’Indipendenza italiana ha inizio.