La "difesa della razza" è legge

Esclusi gli ebrei dai diritti fondamentali

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Con la firma di Vittorio Emanuele III viene promulgato il regio decreto che adotta la “dichiarazione sulla difesa della razza”. Su proposta del Duce Benito Mussolini ed emesso dal Gran consiglio del fascismo il 6 ottobre, questo provvedimento esclude gli ebrei italiani dal servizio militare e dalle cariche pubbliche e limita la libera proprietà immobiliare, la gestione delle aziende private e l’esercizio delle professioni. Migliaia di persone si ritrovano all’improvviso straniere in patria e senza lavoro. Il decreto del 17 novembre, insieme a quelli promulgati fin dal mese di settembre, fa parte delle cosiddette “leggi razziali”, che hanno legittimato il razzismo nell’Italia fascista. Verranno abrogate il 20 gennaio 1944 dal governo Badoglio, trasferitosi a Brindisi durante il Regno del Sud.