Leonardo Sciascia e il Novecento

Leonardo Sciascia e il Novecento

Biografia di un grande intellettuale

Leonardo Sciascia e il Novecento

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È stato il primo a raccontare cos’era la mafia e ha anche proposto le modalità per combatterla e sconfiggerla, senza mai dimenticare il valore della giustizia e della libertà, senza mai arrendersi all’arroganza del potere: Leonardo Sciascia, uno dei più importanti intellettuali europei del Novecento. 

Il documentario ripercorre la sua storia, dagli anni del fascismo al dopoguerra, dai primi romanzi che raccontano la mafia agli italiani agli editoriali corrosivi e scomodi del Corriere della sera, fino alle polemiche sull’antimafia e alle grandi battaglie intellettuali per una giustizia “giusta”.

Sciascia è stato un narratore capace di anticipare nella finzione, la logica spietata del crimine, un intellettuale lucido, intento a coltivare un senso più profondo  della giustizia, contro ogni ipocrisia del potere. Ma anche un politico tenace, scomodo, deciso a impegnarsi in prima persona per far chiarezza sulle vicende oscure della storia. 
 

Sciascia, con il suo occhio rivolto in primo luogo alla Sicilia e alle sue contraddizioni, ha seguito il modificarsi dei nodi più oscuri del crimine, della giustizia, della politica, della stessa possibilità di intervenire sul male, di giudicarlo e correggerlo: e tra l'altro ha suggerito, con i suoi scritti, ma anche con i suoi atti politici, un'immagine davvero necessaria del rapporto tra intellettuale e politica, che sfugge ai parametri ancora oggi dominanti. Ma ciò si è dato entro un organismo letterario di grande fascinazione, che resiste e si impone nel tempo, sfuggendo agli squallidi sciacallaggi politici che furono fatti a suo tempo e si continuano a fare, come sfugge alle etichette che vorrebbero fissarlo in schemi precostituiti - Giulio Ferroni


Leonardo Sciascia nasce a Racalmuto l’8 gennaio 1921, primo di tre fratelli. Insegnante nelle scuole elementari del suo paese fino al 1957 discende da minatori. Il suo primo libro è Le parrocchie di Regalpetra (1956). Tra i suoi libri successivi: Pirandello e la Sicilia, 1961; La corda pazza, 1970; Nero su nero, 1979; Cruciverba, 1983. Il successo arriva con i romanzi brevi di ambientazione siciliana: Il giorno della civetta, 1961; A ciascuno il suo, 1966; Il contesto, 1971; Todo modo, 1974; Una storia semplice, 1989. Si misura con la ricerca storiografica: Atti relativi alla morte di Raymond Roussel, 1971; La scomparsa di Majorana, 1975; I pugnalatori, 1976; Dalle parti degli infedeli, 1979) e con il terrorismo: L'affaire Moro, 1978. Viene eletto alla Camera dei deputati nel 1979 nelle liste del Partito radicale. Dalla collaborazione con la casa editrice Sellerio di Palermo origina la collana "La memoria", che si apre con un suo libro, Dalle parte degli infedeli (1979). Muore a Palermo il 20 novembre 1989 e viene seppellito nel cimitero di Racalmuto.