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Pio IX

L'ultimo Papa Re

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Il 16 giugno 1846, al secondo scrutinio, il cardinale Giovanni Maria Mastai Ferretti viene eletto al soglio di Pietro con il nome di Pio IX. Ha inizio così il più lungo pontificato della storia della Chiesa che si concluderà drammaticamente nel 1878, dopo 31 anni, 7 mesi e 23 giorni. Questa puntata del programma Il Tempo e la Storia si sofferma su alcuni aspetti peculiari della figura e dell’opera di Pio IX, salito al soglio pontificio in un periodo di grandi mutamenti geopolitici, in Italia e in Europa. Il suo pontificato è chiamato a fronteggiare sfide epocali che lo portano dapprima a sostenere, seppur timidamente, le istanze dei movimenti liberali, poi dopo la triste parentesi della Repubblica Romana del 1849 e dell’esilio di Gaeta, a rinchiudersi su posizioni anticostituzionali, in una difesa assoluta del potere temporale. La nascita del Regno d’Italia nel 1861 e il conseguente ridimensionamento territoriale dello Stato Pontificio, costringono Pio IX a ingaggiare una dura lotta contro il nuovo Stato e in generale contro le idee liberali del tempo che minacciano il primato petrino, il potere temporale del Papa e la stessa articolazione territoriale plurisecolare della Chiesa. Contro tali tendenze, nel 1864 Pio IX dà alle stampe l’enciclica Quanta Cura alla quale è annesso il Sillabo, un elenco di 80 proposizioni in cui si denunciano alcuni dei più pericolosi “errori” del tempo: panteismo, naturalismo, razionalismo, socialismo, comunismo, società segrete, società bibliche, società clerico-liberali.

Il 16 giugno 1846, al secondo scrutinio, il cardinale Giovanni Maria Mastai Ferretti viene eletto al soglio di Pietro con il nome di Pio IX

Il definitivo abbattimento del potere temporale del pontefice si ha il 20 settembre del 1870 quando i bersaglieri italiani guidati dal generale Raffaele Cadorna entrano in Roma, dopo un breve scontro con gli zuavi pontifici. La successiva annessione di Roma al Regno d’Italia apre una lunga stagione di aspro conflitto tra Stato italiano e Santa Sede. Una crisi aggravata dal trasferimento della Capitale da Firenze a Roma e dalla promulgazione della Legge delle Guarentigie, nel maggio 1871, che il pontefice respinge, trascorrendo gli ultimi anni di vita “recluso” nei palazzi apostolici e dichiarandosi prigioniero politico.