Storie della Grande Guerra: tra censura e propaganda

Lucarelli racconta. Pt.5

Storie della Grande Guerra è l'appuntamento di 100 anni di storie che raccoglie alcune tra le pillole andate in onda quotidianamente durante i precedenti sette giorni. A ciò si aggiungono ulteriori storie, raccontate con la consueta competenza da Carlo Lucarelli. In questa quinta puntata, ad esempio, si parla anche di giornalisti caduti in guerra,  dell'atteggiamento del Corriere della Sera in merito all'interventismo e del De Gasperi suddito austro-ungarico. Anche se raramente ce ne accorgiamo, la memoria della Grande Guerra, è tracciata sulle lapidi, le targhe e le lastre marmoree. A volte succede che una lapide scompaia per poi riapparire dopo molti anni improvvisamente a modificare, a completare e risarcire le informazione degli storici.
L’Inpgi, l’istituto nazionale di previdenza dei giornalisti italiani ha molte sedi e uffici a Roma, e nello scantinato di uno di questi, nel 2011, inaspettatamente è saltata fuori una lapide con 83 nomi e cognomi incisi, 83 gradi, e molte medaglie al valore e alla memoria militare. Quei nomi appartengono a quei giornalisti italiani morti durante la  guerra. Fino a quella data di nomi se ne conoscevano solo 46, giornalisti uccisi nelle operazioni belliche oppure a causa delle malattie contratte in trincea.
Oggi i giornalisti muoiono soprattutto raccontandole le guerre, come i trentatre giornalisti uccisi in tutto il mondo nei primi sei mesi dall’inizio del 2014, come afferma Reporters sans frontières.