Il crollo del Ponte Morandi

14 agosto 2018

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La mattina del 14 agosto, Genova si sveglia sotto una pioggia incessante. Nella mattinata, alle 11.36 un boato annuncia il cedimento del Ponte Morandi.
Era lungo due chilometri, uno dei simboli della città. Un intero pezzo, di circa duecento metri si è sbriciolato cadendo su una palazzina e la ferrovia sottostante. Il bilancio è di 43 vittime e 14 feriti. Vengono sfollate quasi seicento persone per i rischi di ulteriori crolli
In questo filmato il geologo Mario Tozzi ci spiega i motivi più probabili del cedimento e il “ciclo vitale” del cemento armato.
Il cemento armato è stato a lungo considerato quasi "eterno" ed ancora negli anni sessanta il naturale degrado del calcestruzzo era poco conosciuto.
Le opere di Morandi non fanno eccezione: ciò ha portato, alcuni decenni dopo, al degrado di alcune strutture da lui progettate, probabilmente anche a causa della loro scarsa manutenzione e delle condizioni ambientali.
L’ingegnere Riccardo Morandi è stato uno dei principali studiosi delle strutture in cemento armato e ha progettato numerose opere tra le quali: la passerella sul lago di Vagli, a Lucca   il ponte sullo Storms River, in Sud Africa il ponte Laureano Gomez in Colombia, quello sulla laguna di Maracaibo e il ponte sul Wādī al-Kūff, in Libia.
Eppure lo stesso ingegnere, nel 1979 a vent’anni dalla costruzione del viadotto, sosteneva che occorresse intervenire per rinforzarlo

"Penso che prima o poi, e forse già tra pochi anni, sarà necessario ricorrere a un trattamento per la rimozione di ogni traccia di ruggine sui rinforzi esposti per poi coprire tutto con elastomeri ad altissima resistenza chimica". 

Per l’ingegnere la salsedine stava provocando dei danni tali da giustificare un "allarme corrosione".

"La struttura viene aggredita dai venti marini (il mare dista un chilometro) che sono canalizzati nella valle attraversata dal viadotto. Si crea così un'atmosfera, ad alta salinità che per di più, sulla sua strada prima di raggiungere la struttura, si mescola con i fumi dei camini dell'acciaieria e si satura di vapori altamente nocivi".