La caccia alle streghe

La caccia alle streghe

Un fenomeno inquietante

La caccia alle streghe

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Proprio mentre la civiltà occidentale entra nell’epoca moderna, grazie alle scoperte geografiche che allargano gli orizzonti, alle nuove idee dell’umanesimo, al fiorire dell’arte rinascimentale, prende il via uno dei fenomeni più inquietanti della storia dell’umanità: la caccia alle streghe. Le vittime sono per lo più donne, considerate moralmente più deboli dell’uomo e quindi anello di congiunzione tra l’umanità e il demonio. Sortilegi e malefici sono proibiti già nella Roma dei cesari e nei comuni medievali, ma è solo a partire dal Quattrocento, che si diffonde l’idea che le streghe siano una minaccia per il mondo. Nel corso del Medioevo infatti, la principale preoccupazione per il tribunale dell’Inquisizione, nato nel XII secolo per difendere l’ortodossia cattolica, è quella di reprime l’eresia. Solo quando si equipara la magia all’eresia, l’inquisizione entra in campo. Le streghe diventano apostate e colpevoli di aver stretto un patto con Satana; e se l’uomo non ha la capacità di distruggere il demonio, può tuttavia distruggere e purificare chiunque scenda a patti con lui. Il 5 dicembre 1484 Innocenzo VIII promulga la bolla Summis desiderantes, con la quale ordina di inquisire, torturare e uccidere le streghe in tutta Europa e in particolare in Germania. Incarica due frati domenicani Jakob Sprenger e Heinrich Kramer, di combatterle. I due pubblicano il Malleus maleficarum, il primo manuale inquisitoriale interamente dedicato alla stregoneria. Per almeno due secoli sarà l’opera di riferimento per i tribunali cattolici e protestanti, diventando il libro più diffuso dopo la Bibbia.

All fiorire dell’arte rinascimentale, prende il via uno dei fenomeni più inquietanti della storia dell’umanità: la caccia alle streghe

Nel 1542 Paolo III fonda il Sant’Uffizio, la moderna inquisizione Romana, che in linea di principio può agire in tutta la cattolicità, ma di fatto si trova ad operare quasi esclusivamente nell’ambito della penisola italiana. Nonostante uno stereotipo duro a morire pretenda il contrario, la caccia alle streghe è di minore intensità nelle aree in cui opera l'Inquisizione. In Italia il Sant’Uffizio avoca a se i processi più importati, pone termine ai processi sommari, e le pene comminate raramente prevedono la morte. La maggior parte dei roghi si concentra nelle vallate alpine. Il Sant’Uffizio, perde gradualmente interesse per la stregoneria, preferendo concentrarsi sulla diffusione della Riforma, considerata una minaccia molto più reale. In generale, i tribunali laici si sono resi protagonisti di condanne molto più frequenti e gravi di quelli ecclesiastici. L’area nella quale i processi sono stati più intensi è la Germania, dove l’assenza di poteri centrali forti ha fatto sì che la pressione delle comunità locali avesse spesso la meglio. Tra il 1590 e il 1640, la caccia tocca il suo culmine. Complessivamente in circa tre secoli, in Europa occidentale ci sono state fra le 40mila e le 60mila condanne capitali. Di queste circa la metà sono state eseguite in Germania. Anche oltreoceano si registrano processi per stregoneria. I più noti sono quelli che si svolgono a Salem, una cittadina del Massachusetts dove, nel corso di alcuni mesi del 1692, vengono uccise venti persone, in preda a una sorta di isteria collettiva. In Europa l’ultima donna a essere accusata di stregoneria è Anna Goldi, in Svizzera nel 1782. Sospettata di aver lanciato il malocchio su una bambina, viene arrestata e torturata. Pur continuando a proclamarsi, innocente viene ghigliottinata nella città di Glarona. Nel 2008 il parlamento cantonale l’ha riabilitata.