Ortensio Zecchino. La Costituzione di Ruggero II
Ariano (1140). Un testo fondamentale della storia giuridica.
Nel video lo storico e politico Ortensio Zecchino, autore del libro La Costituzione di Ruggero II. Ariano (1140), con la prefazione di Emmanuele Francesco Maria Emanuele, pubblicato nel 2023 da Rubbettino, parla della Costituzione del Regno normanno dell’Italia meridionale promulgata da Ruggero II in un'assemblea ad Ariano nel 1140.
Intorno al regno fondato da Ruggero II nel Mezzogiorno d’Italia è cresciuta nei secoli l’attenzione della storiografia, attratta dalla novità costituita dal marcato centralismo monarchico. Il crescendo d’interesse, nel primo Novecento, ha raggiunto l’apogeo nelle trattazioni di Erich Caspar, Evelyn Jamison e Charles Homer Haskins. Incoronato nel 1130, Ruggero II, dopo aver sconfitto gli avversari interni in una lunga campagna militare, nel 1140, in un’assemblea di feudatari convocata in Ariano, promulgò solennemente la Costituzione del regno. Considerata uno dei primi esempi in Europa di legge scritta a valenza generale, dopo secoli di dominio del diritto consuetudinario, con essa fu affermata la maiestas regia, come fonte esclusiva d’ogni altro potere, e fu imposto un unico regime giuridico, che non pretese tuttavia di annullare le normative particolaristiche proprie delle tante popolazioni del regno, diverse per etnia, religione e lingua. Nota dalla fine dell’800 con l’impropria denominazione di ‘Assise’, la Costituzione è pervenuta in manoscritti postumi privi d’ogni indicazione.
Ortensio Zecchino, storico del diritto, ha insegnato nelle Università Carlo Bo di Urbino, Federico II di Napoli, Lumsa di Roma, Suor Orsola Benincasa di Napoli. Ha presieduto il Comitato direttivo dell’Enciclopedia Treccani Federico II. Presiede il Centro Europeo di Studi Normanni. Ultime sue opere: Gregorio contro Federico. Il conflitto per dettar legge (Salerno 2018, tradotto in francese e spagnolo), L’eterno conflitto tra i ‘signori’ del diritto (Editoriale scientifica, 2020), Storie di manoscritti, libri e biblioteche (Rubbettino 2021), e La Costituzione di Ruggero II (Rubbettino 2023). È stato consigliere regionale, parlamentare europeo, senatore della Repubblica – presidente delle commissioni Affari Europei, Cultura, Giustizia – Ministro dell’Università e Ricerca in tre Governi. Ha cofondato e presiede Biogem, Istituto di ricerche genetiche. Esposizioni di sue foto a Roma, Mantova, Napoli, Venezia, Vittoriale degli Italiani, San Pietroburgo.
Non è esagerato definire il regno di Ruggero e dei suoi successori come il primo Stato moderno
Charles Homer Haskins
Intorno al regno fondato da Ruggero II nel Mezzogiorno d’Italia è cresciuta nei secoli l’attenzione della storiografia, attratta dalla novità costituita dal marcato centralismo monarchico. Il crescendo d’interesse, nel primo Novecento, ha raggiunto l’apogeo nelle trattazioni di Erich Caspar, Evelyn Jamison e Charles Homer Haskins. Incoronato nel 1130, Ruggero II, dopo aver sconfitto gli avversari interni in una lunga campagna militare, nel 1140, in un’assemblea di feudatari convocata in Ariano, promulgò solennemente la Costituzione del regno. Considerata uno dei primi esempi in Europa di legge scritta a valenza generale, dopo secoli di dominio del diritto consuetudinario, con essa fu affermata la maiestas regia, come fonte esclusiva d’ogni altro potere, e fu imposto un unico regime giuridico, che non pretese tuttavia di annullare le normative particolaristiche proprie delle tante popolazioni del regno, diverse per etnia, religione e lingua. Nota dalla fine dell’800 con l’impropria denominazione di ‘Assise’, la Costituzione è pervenuta in manoscritti postumi privi d’ogni indicazione.
La Costituzione di Ariano è un testo fondamentale nella storia giuridica perché è il primo che, dopo la caduta dell’Impero romano d’Occidente, riesce ad imporre a tutti i sudditi un’unica legge scritta, espressione dell'autorità politica del re. La feudalità viene sottoposta all’autorità regia, così come le autonomie cittadine e il clero e il feudo acquista una dimensione pubblicistica: il suddito dipende solo dal re e i feudatari non sono più i signori assoluti.
Ortensio Zecchino, storico del diritto, ha insegnato nelle Università Carlo Bo di Urbino, Federico II di Napoli, Lumsa di Roma, Suor Orsola Benincasa di Napoli. Ha presieduto il Comitato direttivo dell’Enciclopedia Treccani Federico II. Presiede il Centro Europeo di Studi Normanni. Ultime sue opere: Gregorio contro Federico. Il conflitto per dettar legge (Salerno 2018, tradotto in francese e spagnolo), L’eterno conflitto tra i ‘signori’ del diritto (Editoriale scientifica, 2020), Storie di manoscritti, libri e biblioteche (Rubbettino 2021), e La Costituzione di Ruggero II (Rubbettino 2023). È stato consigliere regionale, parlamentare europeo, senatore della Repubblica – presidente delle commissioni Affari Europei, Cultura, Giustizia – Ministro dell’Università e Ricerca in tre Governi. Ha cofondato e presiede Biogem, Istituto di ricerche genetiche. Esposizioni di sue foto a Roma, Mantova, Napoli, Venezia, Vittoriale degli Italiani, San Pietroburgo.