Il Giappone di Monica Casadei

    Tra Puccini e Mishima

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    Butterfly – Colori proibiti, è la tappa 2019 del progetto Corpi(n)azione - opera, che indaga i personaggi, i temi cardine e gli archetipi dell’opera lirica in chiave coreografica contemporanea. Si giunge, con la Butterfly di Giacomo Puccini, a un’opera eterea e rarefatta, ma al contempo potente, con la quale Monica Casadei torna alla tragedia dopo aver affrontato l’ironia (Il Barbiere di Siviglia, 2018) e la follia (Donizetti® into a rave, 2017).

    La profondità dell’attesa, pura e colma di illusioni, di fronte all’infrangersi delle speranze, crea inesorabilmente una voragine tra la realtà e ciò che avrebbe dovuto essere. La spaccatura è talmente profonda e violenta da portare Butterfly a compiere il gesto estremo, l’Harakiri: muto ma dichiarato, talmente dirompente ed esplosivo da poter essere paragonato a una deflagrazione silenziosa come  la tragedia di Hiroshima.

    La creazione di Monica Casadei. è permeata di un’atmosfera struggente, colma di tensione e suggestione poetica. Alla partitura orchestrale di Puccini si contrappongono le tracce elettroniche del compositore Luca Vianini che disegnano uno spazio sonoro apocalittico.
     

    La danza, corale e a tratti marziale, è chiamata a far vivere nel corpo e nelle viscere il dramma della protagonista, mentre Butterfly, sospesa, è collocata in uno spazio-tempo astratto e puro.  Il corpo danzante esprime il sentire comune davanti al tradimento incarnando il cammino verso l’Harakiri, scelta tragica ed eroica ...