Torna uno struggente testo di Scaldati

    Ombre folli secondo Vetrano - Randisi

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    Enzo Vetrano e Stefano Randisi proseguono la loro meritoria riproposta del teatro poetico e lancinante di Franco Scaldati, il drammaturgo palermitano scomparso cinque anni fa. Dopo Totò e Vicè e Assassina, i due attori e registi riallestiscono per il Teatro Biondo Ombre folli, uno dei testi più struggenti di Scaldati, rappresentato dallo stesso autore per la prima volta a Santarcangelo nel 1997.

    Le ombre di due uomini si raccontano: il primo ha la passione segreta di travestirsi, truccarsi e andare in strada a far sesso, arte in cui è “maestra”, come dice con orgoglio. Ma la sua è una scommessa con la vita, una roulette russa al contrario, perché se qualcuno lo riconosce, il suo piacere raddoppia, e nel momento dell’amplesso finale, ineluttabilmente, uccide il partner, e con religiosa, sacrale pietas, ne seppellisce il corpo. Il secondo, che dice di amarlo come un figlio, scopre questa sua doppia vita e lo sequestra per redimerlo e vivere con lui un’esistenza “serena” fatta di rinunce, vergogna e castrazione, in una dipendenza reciproca, fino alla vecchiaia.

    Emarginazione, desiderio, follia, passione e morte: tutti i temi scaldatiani si ritrovano in quest’opera di struggente bellezza, calata in una dimensione metafisica che alterna il lirismo dei versi alla crudezza del racconto.