Rivediamoli: Luca Ronconi

    Pino Strabioli intervista il celebre regista

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    Fantasioso, suscettibile, istrionico, controcorrente, unico, geniale, sono tanti gli aggettivi spesi per definire un grande maestro del teatro, non solo italiano: Luca Ronconi.

    Pino Strabioli lo racconta partendo dallo spettacolo che lo rese celebre, la versione teatrale dell' Orlando Furioso, andata in scena per la prima volta nel 1969.  Ronconi si sofferma in particolare su Mariangela Melato, il suo coraggio, la sua  spudoratezza, la sua originalità. Il regista ha in realtà cominciato come attore ma comprese ben presto che quello non era il suo mestiere, forse perchè non aveva quel "tanto di esibizionismo, di narcisismo necessario per fare quel lavoro " 

    Il Maestro ricorda poi la sua infanzia ed il primo spettacolo cui assistette all' età di 4 anni, una commedia di Gilberto Govi, con una gallina sulla scena, vista  al Teatro Argentina di Roma, in compagnia della madre. I genitori, infatti,  erano soliti portare il piccolo Luca non a vedere spettacoli per bambini, ma quelli cui andavano loro, cosa che contribui a creare in lui una memoria molto più ricca.

    Non manca un ricordo di Vittorio Gassman, conosciuto da ragazzo e poi protagonista di quel Riccardo III che fu una tappa fondamentale nella carriera di Ronconi.

    Si parla poi della messinscena del Pasticciaccio di Gadda del 2007, con interpreti come, tra gli altri, Franco Graziosi, Ilaria Occhini, Corrado Pani, Massimo Popolizio.
     

    Non avrei potuto fare altro che teatro, che ritengo il lavoro più bello del mondo. Ho sempre saputo che il teatro era l' unico pelago in cui potevo nuotare e cosi' ho cominciato nel modo più semplice,  facendo l' attore. Non volevo fare il regista, volevo solamente vivere nel teatro;  per me il teatro era l' unico territorio in cui potessi respirare naturalmente.
    Luca Ronconi