Furore di John Steinbeck

    Diretto e interpretato da Massimo Popolizio

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    Dall’omonimo romanzo di John Steinbeck del 1939, Furore è un one man show di e con Massimo Popolizio su adattamento di Emanuele Trevi.


    Dopo Ragazzi di vita e Un nemico del popolo, Popolizio porta sul palco gli anni della Depressione americana, con la crisi agricola, economica e sociale che colpì gli Stati Uniti fra il 1929 e l’attacco a Pearl Harbor. Una storia che si rivela oggi di sorprendente attualità.

     

    È una straordinaria figura di narratore – nello stesso tempo arcaica e modernissima – che può prendere forma in un lavoro di drammaturgia basato sul capolavoro di John Steinbeck. E forse non c’è attore, nel panorama teatrale italiano, più in grado di Massimo Popolizio di prestare a questo potentissimo, indimenticabile story-teller un corpo e una voce adeguati alla grandezza letteraria del modello. Leggendo Furore, impariamo ben presto a conoscerlo, questo personaggio senza nome che muove i fili della storia. Nulla gli è estraneo: conosce il cuore umano e la disperazione dei derelitti come fosse uno di loro, ma a differenza di loro conosce anche le cause del loro destino, le dinamiche ineluttabili dell’ingiustizia sociale, le relazioni che legano le storie dei singoli al paesaggio naturale, agli sconvolgimenti tecnologici, alle incertezze del clima. Tutto, nel suo lungo racconto, sembra prendere vita con i contorni più esatti e la forza d’urto di una verità pronunciata con esattezza e compassione.
    Emanuele Trevi