Il Giardino dei ciliegi

    L'opera teatrale di Čechov con la regia di Alessandro Serra

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    Un destino ineluttabile sovrasta la famiglia aristocratica proprietaria del giardino.

    Scritta tra il 1902 e il 1903 nel ritiro di Jalta, la pièce Il Giardino dei ciliegi definita da Čechov una commedia e dal regista Stanislavskij una tragedia, pone l’accento sul declino dell’aristocrazia terriera ma anche sull’inesorabile passare delle stagioni della vita. Ljubov’ e della sua famiglia sono costretti a mettere all’asta il Giardino per pagare un’ipoteca, e a vedere abbattere i ciliegi uno dopo l’altro.

    Tra i temi cari all’autore, la sofferenza del mutamento, con i personaggi nella grande casa intenti più a rievocare i ricordi del tempo andato che a trovare concrete soluzioni per il futuro.
     

    Alessandro Serra a confronto con Il giardino dei ciliegi di Anton Čechov. Il teatro magnetico e ancestrale del regista sardo incontra la più grande partitura sinfonica per anime mai scritta: rotture sintattiche, pianti, canti, apnee, russamenti, borbottii e filastrocche, suoni e piccoli fraintendimenti linguistici punteggiano questo spartito per coro, questo testo per una moltitudine, come nella vita.