Festival Teatro Bastardo 2020

    VI edizione a Palermo

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    Teatro Bastardo, il festival dedicato alla sperimentazione teatrale e alla drammaturgia contemporanea approda alla VI edizione che si svolgerà dal 7 all’11 ottobre a Palermo negli spazi di Villa Filippina, al Cre.Zi. Plus (Cantieri Culturali alla Zisa), del Cinema Rouge et Noir e del Museo internazionale delle marionette Antonio Pasqualino.

    Un traguardo importante che arriva in uno dei momenti più critici della storia recente. Sarà dunque un’edizione speciale, di resistenza e di trasformazione: il consueto impianto del festival sarà mantenuto ma ripensato in una dimensione “assottigliata” nella programmazione ma in continuità con il lavoro di contaminazione e di “imbastardimento” fra diverse forme artistiche, fonti di ispirazione e modi di interpretare vecchio e nuovo, da sempre centrali nel progetto di Teatro Bastardo.
     

    Giornate Bastarde è intitolata questa breve edizione del festival -ancora una volta con la direzione artistica di Giovanni Lo Monaco- “ricordo dei giorni tremendi che abbiamo vissuto e ancora viviamo, i giorni di un tempo anonimo in cui all'amarezza dei danni subiti sul fronte economico si aggiungono anche quelli che continuiamo a vivere sul versante culturale: teatri ancora chiusi, programmazioni festivaliere che boccheggiano, pubblico e artisti che non vedono l'ora di ricongiungersi senza più distanze e impedimenti”.


    Tre spettacoli per la prima volta a Palermo, incontri e proiezioni, svilupperanno le tematiche che caratterizzano l’identità del festival, nato nel 2015 come costola del Sicilia Queer filmfest: il pluralismo di pensieri critici sul mondo, di soggettività desideranti che rappresentano un’idea nuova di cittadinanza, di giustizia sociale, di diritti e di libertà della persona.  

    Tempo, spazio, presenza, relazione, libertà, senso della comunità, l’interdipendenza degli individui, saranno le parole chiave di Giornate Bastarde. 

    I tre spettacoli inseriti in programma e ospitati a Villa Filippina sono, in chiave metaforica, una riflessione sulla nostra attuale sospensione spazio-temporale a partire da un presente disastroso e distopico come quello della Napoli di Napucalisse che apre il festival mercoledì 7 ottobre alle ore 21.00. L’intenso monologo dell’autore-drammaturgo Mimmo Borrelli con musiche dal vivo eseguite da Antonio Della Ragione è un racconto dolente e arrabbiato dell’uomo napoletano messo in condizioni di inferiorità, di ghettizzazione sociale, che non sentendosi parte dello stato e della sua famiglia, è destinato a esplodere,  bomba che cammina, come il Vesuvio. 

    I temi oggi incandescenti, della relazione tra persone all’interno di una comunità, del rapporto tra generazioni e della pratica della gogna pubblica, sono anche alla base di Siede la terra dei Maniaci d’Amore – al secolo Luciana Maniaci e Francesco d’Amore – in programma sabato 10 ottobre alle ore 21.00: una sorta un pamphlet, spiazzante e irriverente, contro le dinamiche tossiche del villaggio. Non una galleria degli orrori bensì un comico inno d’amore, di pasoliniana memoria, strutturato come un documentario su un luogo inventato, per dimostrare che “malgrado l’insofferenza, l’indignazione e a volte la vergogna, noi apparteniamo a queste comunità. Non solo i nostri vulnerabili corpi, ma anche i nostri cuori poggiano qui, dove siede la terra”.

    La riflessione su questi tempi che riecheggia un passato lontano si chiude con Se questo è Levi della compagnia Fanny & Alexander, dove la storia di Primo Levi crea una sorta di ponte immaginario fra ieri ed oggi. Progetto di Fanny & Alexander, diretto da Luigi De Angelis, per la drammaturgia di Chiara Lagani, lo spettacolo è vincitore di ben due Premi Ubu: il Premio Speciale Ubu 2019 e il Premio Ubu 2019 miglior attore o perfomer under 35 ad Andrea Argentieri che nella pièce veste i panni di Levi, assumendone la voce, le gestualità, le posture, i toni, i discorsi in prima persona. È un incontro a tu per tu, in cui lo scrittore, a partire dal vincolo di verità che lo ha ispirato nelle sue opere, testimonia la sua esperienza nei lager con una tecnica di testimonianza lucidissima, di scrematura della memoria, con la trasparenza di uno sguardo capace di esprimere l’indicibile, a partire dal perimetro apparentemente sereno della ragione.

    A completare il programma di un’edizione inevitabilmente riscritta alla luce dell’emergenza sanitaria sarà il cinema, con la proiezione al Rouge et Noir, in collaborazione con il Sicilia Queer filmfest del film documentario  Cattività (Italia, 2019, 80’) di Bruno Oliviero, che racconta il teatro partecipato di Mimmo Sorrentino e delle sue attrici recluse nella sezione di alta sicurezza del carcere di Vigevano. Il film segue la preparazione di tre spettacoli del progetto Educarsi alla libertà, iniziato nel 2014 nel carcere di Vigevano, documentando il dietro le quinte e le messe in scena in giro per istituti penitenziari, università scuole e teatri d’Italia, tracciando un vissuto e la sua rappresentazione teatrale, dove realtà e finzione si mescolano nel racconto della cattività al di fuori delle sbarre di un penitenziario. 

    Sul fronte degli incontri, come occasione di confronto e scambio con i protagonisti della drammaturgia contemporanea, giovedì 8 ottobre alle ore 16.30 allo Spazio Cre.Zi. Plus, dei Cantieri Culturali alla Zisa è prevista la presentazione del libro Nzularchia di Mimmo Borrelli che dialogherà con Umberto Cantone, regista teatrale, e leggerà brani scelti dal libro accompagnati dalle musiche di Antonio Della Ragione.