Strehler 100.

Omaggio al genio

Giorgio Strehler e il suo laboratorio artigianale, il suo genio e il suo mondo: per rendere omaggio ai cento anni dalla nascita del grande regista e per far incontrare ancora un personaggio che fu anche autore e interprete vivo e creativo dei testi che con le sue messe in scena si manifestavano sempre come opere aperte. 



Apprendisti Stregoni. Il metodo Strehler mostra il lavoro ossessivo e “sulfureo” del creatore, capace di generare bellezza e senso.

Un racconto che rivela la forza e la paradossale fertilità di un artista inimitabile, ripercorrendo l’avventura del regista e della sua creatura più celebre, il Piccolo Teatro di Milano. Il rapporto tra il Piccolo e la televisione pubblica nasce negli anni corsari dei primi programmi, e il Maestro, come si può ascoltare anche nella straordinaria introduzione che precede l'Arlecchino, è perfettamente conscio del corpo a corpo dei due linguaggi e della "crudeltà" della televisione, una crudeltà diversa da quella di Artaud, ma altrettanto rivoluzionaria e sicuramente pervasiva. 

Le baruffe chiozzotte e “Arlecchino servitore di due padroni, invece, sono rilette secondo quel realismo poetico che ha fatto dello Stabile milanese un esempio dell'arte teatrale nel mondo. La tv registra e adatta il nuovo canone che il Maestro impone e contribuisce a quella funzione sociale ("come l'acqua, il gas") che è presente già nel manifesto scritto da Strehler con Paolo Grassi e Mario Apollonio nel 1947.

La prima è interpretata da Agostino Contarello, Giulia Lazzarini, Checco Rissone, Giulio Chazalettes, Edda Albertini, Achille Millo, Ermanno Roveri, Vittoria Martello, Marcello MorettI, Marcello Bertini, Raul Consonni, Roberto Pistone, mentre la seconda vede sul palcoscenico Elio Crovetto, Lina Volonghi, Carla Gravina, Giulio Brogi, Tino Scotti, Anna Maestri, Donatella Ceccarelli, Ludovica Modugno, Gianni Garko, Virgilio Gottardi, Corrado Pani, Mario Valdemarin, Armando Benetti.

Entrambe le opere hanno la firma di Fiorenzo Carpi per le musiche.