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Dai Remondini agli Olivetti: imprese al servizio della comunità

Un racconto di Riccardo Toffanin

Nelle magnifiche sale di “Palazzo Sturm” affrescate in stile Rococò è stata allestita la mostra “Olivetti. L’arte di comunicare” (Olivetti. L’arte di comunicare) organizzata dai “Musei Civici” di Bassano del Grappa con Ronzani Editore (Olivetti. La bellezza di un’idea). La scelta della prestigiosa location settecentesca non è casuale: la mostra, infatti, affianca l’esposizione permanente situata al piano terra del palazzo e dedicata al “Museo della Stampa Remondini” di cui qui ci parla Riccardo Toffanin, Conservatore delle raccolte storico-artistiche dei “Musei Civici” bassanesi.  

Toffanin chiarisce come la mostra sull’impresa di Olivetti ha un legame profondo con la storia della ricca collezione del Museo Remondini

La tipografia e calcografia della celebre famiglia di imprenditori grafici bassanesi, che ebbe il suo apice nel Settecento, rappresenta un fenomeno industriale che varcò i confini del vecchio continente per giungere fino alle Americhe. E proprio in questo contesto storico-artistico che si inserisce la mostra “Olivetti. L’arte di comunicare” (Olivetti, tra grafica e prodotto: un ordine libero e aperto), un evento che racconta la straordinaria parabola olivettiana, non a caso, spesso definita “un’utopia concreta”, ossia un’esperienza unica fatta di innovazione tecnologica, visione sociale e avanguardia, tre fattori riuniti in una straordinaria strategia comunicativa capace di spingere il marchio Olivetti e i suoi prodotti oltre i confini dell’Italia. 


Antonio Morandi, “Il gatto domestico”, Museo Remondini, XVIII secolo, Bassano del Grappa

Anche ai Remondini si deve quella che può essere considerata la prima major mondiale dell’immagine, un colosso industriale che fece la sua fortuna tra Seicento e Ottocento puntando sull’originalità, sulla varietà e sull’export

Le incisioni Remondini imposero modelli iconografici che contribuirono a dare immagine visiva pressoché universale a racconti, luoghi e persino a culti

Il Museo bassanese illustra tutti gli aspetti del fenomeno industriale, in un ideale viaggio attraverso gli strumenti originali dell'epoca e tutta una vasta produzione che vanta libri, carte decorate, incisioni popolari, giochi, vedute ottiche, nonché acqueforti e xilografie dei grandi incisori italiani ed europei quali Andrea Mantegna, Albrecht Dürer, Luca di Leyda, Marcantonio Raimondi, Ugo da Carpi, Jacques Callot e molti altri.

Riccardo Toffanin, è il Conservatore delle raccolte storico-artistiche dei Musei Civici di Bassano del Grappa. Storico dell'arte formato presso l'Università Ca' Foscari (Venezia) si è poi specializzato all'Università degli Studi di Padova. I suoi interessi di ricerca ruotano attorno alla pittura e alla grafica rinascimentale veneziana, con particolare attenzione alla xilografia di grande formato e alle figure di Tiziano e Jacopo Bassano. Ha maturato una solida esperienza sul campo presso alcune delle più importanti istituzioni museali del territorio veneto, tra cui, oltre ai Musei Civici di Bassano, il Gabinetto Disegni e Stampe del Museo di Castelvecchio di Verona.

FOTO DI COPERTINA
Antonio Morandi, dettaglio dei “Il gatto domestico”, Museo Remondini, XVIII secolo, Bassano del Grappa