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Da Camillo Olivetti ad Adriano, breve storia di un'impresa
Uno stile per scrivere il tempo
Il breve estratto, tratto da Lezioni di design (1999), presenta la storia dell’impresa simbolo di Ivrea e dell’Italia del Novecento, una fabbrica di macchine da scrivere nata nel 1908 ad opera dell’ingegnere Samuel David Camillo Olivetti (1868–1943).
La lettera venne scritta con il primo modello di macchina interamente progettata da Camillo, la "Olivetti M1" (1908), perfezionata successivamente dopo due viaggi in America, dove comprava le apparecchiature migliori prodotte in loco.
Il servizio propone una serie di macchine da scrivere Olivetti che hanno fatto storia, modelli realizzati dagli anni Trenta (MP1, 1932), ai Cinquanta (Lettera 22: Compasso d'Oro per Adriano Olivetti), ideati da designer d’eccellenza come Marcello Nizzoli.
Allo scadere degli anni Cinquanta, dal design sinuoso Nizzoli passa a forme più geometriche e con la “Olivetti Diaspron 82” (1959), attua l’immagine stilistica tipica dell’azienda, riassunta da Maldonado in “l’unità nella diversità” (Olivetti, tra grafica e prodotto: un ordine libero e aperto).
Questa strategia di comunicazione verrà portata avanti dai maggiori designer olivettiani degli anni Sessanta, personalità molto diverse tra loro, come Ettore Sottsass e Mario Bellini, progettisti capaci di affrontare un passaggio fondamentale dell’impresa, dalla tecnologia meccanica a quella elettronica.
Per aver sfidato le tradizioni, dopo il matrimonio del 1899, Camillo fu escluso dalla comunità ebraica.Il filmato apre con una lettera che il giovane imprenditore scrisse alla moglie Luisa Revel, figlia di un pastore valdese
La lettera venne scritta con il primo modello di macchina interamente progettata da Camillo, la "Olivetti M1" (1908), perfezionata successivamente dopo due viaggi in America, dove comprava le apparecchiature migliori prodotte in loco.
Adriano Olivetti (1901-1960) fece costruire i primi villaggi per operai da giovani architetti, promesse come Luigi Figini e Gino Pollini ed estese i suoi interventi fino all’urbanistica con il Piano Regolatore della Valle d’Aosta.Già negli anni Trenta, Camillo lascia l’azienda al figlio Adriano che, sulle orme del padre, porta avanti una politica progettuale all’avanguardia, estendendo il suo raggio di intervento dalla pubblicità, alla pianificazione del territorio
Il servizio propone una serie di macchine da scrivere Olivetti che hanno fatto storia, modelli realizzati dagli anni Trenta (MP1, 1932), ai Cinquanta (Lettera 22: Compasso d'Oro per Adriano Olivetti), ideati da designer d’eccellenza come Marcello Nizzoli.
Allo scadere degli anni Cinquanta, dal design sinuoso Nizzoli passa a forme più geometriche e con la “Olivetti Diaspron 82” (1959), attua l’immagine stilistica tipica dell’azienda, riassunta da Maldonado in “l’unità nella diversità” (Olivetti, tra grafica e prodotto: un ordine libero e aperto).
Questa strategia di comunicazione verrà portata avanti dai maggiori designer olivettiani degli anni Sessanta, personalità molto diverse tra loro, come Ettore Sottsass e Mario Bellini, progettisti capaci di affrontare un passaggio fondamentale dell’impresa, dalla tecnologia meccanica a quella elettronica.