Velletri e un'istituzione al passo con i tempi

Da scuola d`arte a spazio espositivo

Il nostro paese è spesso caratterizzato da una vivacità intellettuale, che sgorga da Enti, istituzioni e singole persone, ma che di rado riesce ad arrivare all’attenzione del grande pubblico. Forse perché, frequentemente, queste piccole oasi felici si trovano in provincia e fanno più fatica ad avere la visibilità che meriterebbero. Il Polo Espositivo Juana Romani di Velletri, vicino Roma, è uno di questi casi. Nato nel 1876 come scuola serale di disegno applicato alle arti e mestieri, offre ai giovani allievi la possibilità di completare la propria formazione, acquisendo le basi tecniche per poi poter sviluppare il proprio talento. Nel 1905, Juana Romani, artista ed ex modella, emigrata a Parigi, visita Velletri. Accompagnata da uno dei fratelli Lumiere e da Trilussa, rimane entusiasta della scuola e lascia 5.000 lire di rendita affinché si premi l’allievo più meritevole. 
Dopo la Seconda Guerra Mondiale, con la nomina di Marcello De Rossi a direttore della Juana Romani, per la scuola inizia una nuova era: da serale è trasformata in diurna, da scuola ad Istituto d’Arte, e vi arrivano insegnanti che ne faranno una tra le prime in Italia per livello di produzione artistica.
Dal Laboratorio di ferro battuto, trasformato nel 1957 in Metalli e oreficeria, nascono i primi esemplari di gioielli a filo e parte la lavorazione dell’acciaio inox. La sezione Arte della ceramica produce oggetti all’avanguardia sia per la forma, sia per la decorazione, così come la sezione Intaglio del legno, poi divenuta Architettura e arredamento. Mentre la scuola è in trasformazione, arriva un insegnante di lettere davvero straordinario: Giorgio Bassani, l’autore de Il giardino dei Finzi Contini. Assieme a lui c’è anche Lidia Sartorio, figlia di Giulio Aristide Sartorio, artefice del fregio dell’aula della Camera dei Deputati.
Nel 2014, dopo un periodo di decadenza della scuola, nasce il Polo Espositivo Juana Romani, che conta 24 sale espositive ricavate dai laboratori e dalle vecchie aule didattiche.

Ecco! Abbiamo lavorato per impedire che tutto questo, che centoquaranta anni di storia, che la nostra scuola, fosse abbandonata nel degrado
Alessandro Filippi, direttore del Polo Espositivo

Una sala al piano terra è dedicata a Giulio Aristide Sartorio e conserva riproduzioni di alcune sue opere. Nella stessa sala, Ugo Nespolo, Mino Maccari, Mario Schifano, Duilio Cambellotti. La collezione permanente conserva opere di Pericle Fazzini e Paolo Veneziani. Tutto questo è nato grazie alla passione dei membri del Circolo Artistico La Pallade Veliterna, che con grande fatica hanno ripulito gli ambienti riportando quelli centrali allo stato originale, liberandoli da tutto ciò che non faceva parte dell’architettura originaria della struttura, che risale al XVII secolo.

Desidero continuare lo spirito che ha alimentato la storia di questa scuola, la ricerca, il lavoro, la costante sperimentazione
Fabio Massimo Caruso, artista

Questo servizio è stato realizzato da RAI Cultura nel 2018