Giacometti incontra Paolina Borghese

L'artista svizzero in mostra nel tempio della scultura classica

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Visionario, onirico, artefice di un segno indelebile, Alberto Giacometti attraverso le sue figure filiformi, erose, protese verso una soglia invisibile, ha consegnato al Novecento una delle testimonianze più forti e drammatiche sulla tragica fragilità della condizione umana.

La Galleria Borghese, tempio della scultura di tutti i tempi, ospita una suggestiva mostra dedicata all’artista svizzero. Quaranta opere, esposte in un dialogo stringente con i colossi dell'antichità greco-romana ed egizia, con la classicità dei marmi di Gian Lorenzo Bernini e Antonio Canova, raccontano l’intero percorso artistico di Giacometti: dal periodo surrealista e astratto fino all’apparire di quella concezione stilizzata del corpo e del volto umano, affermata nell' Homme qui marche del '47 ed espressa compiutamente nella produzione degli anni Sessanta.

L’iniziativa della Galleria Borghese si inserisce in un percorso di confronto con l’arte contemporanea avviato per creare prospettive inedite di studio e ricerca della propria collezione: 

La collezione Borghese è la casa della scultura, tutte sculture importantissime tutte sculture straordinariamente belle e che coprono tutte le epoche. L’unico secolo mancante era il Novecento, per quello che riguarda la scultura come statuaria, come rappresentazione dell’essere umano e la rappresentazione massima del corpo umano nel Novecento è offerta da Giacometti, un artista che crea anche sculture alte tre metri che però hanno la caratteristica dolorosa e moderna di non essere monumentali. La monumentalità in un’epoca drammatica e critica come quella moderna è insostenibile.
Anna Coliva

Il servizio è stato realizzato da RAI Cultura in occasione della mostra Giacometti. La scultura, Roma, Museo Borghese, 2014