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Giulia Andreani

fa rinascere frammenti di storia

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Giulia Andreani ha studiato pittura all'Accademia delle Belle Arti di Venezia. Subito dopo è partita per la Francia, dove fa base tutt'ora, per studiare storia dell'arte alla Sorbonne e mettere da parte per qualche tempo i suoi pennelli avvertendo la necessità di fare una pausa.

Gli anni di studi e ricerche a Parigi l'hanno portata in seguito a Lipsia per seguire un dottorato di ricerca sulle origini della pittura della scuola di Lipsia, formata negli anni 60 da un gruppo di pittori che lavoravano in isolamento fisico e culturale della Germania dell'Est, dove il regime controllava pesantemente che le espressioni artistiche non fossero veicolo di contenuti politici sgraditi. Era perciò giocoforza per questi artisti, che cercavano di non rinunciare completamente alla loro libertà di espressione, nascondere nelle loro opere allusioni politiche al presente, spesso con un apparente riferimento a temi religiosi e mitologici.

Andreani fu colpita da quel perverso legame tra politica e arte e, riproponendo la storia passata come metafore del presente alla stregua degli artisti di Lipsia, dopo anni di pausa riprende a dipingere, rappresentando personaggi storici sotto nuove vesti.

Ho sempre guardato la pittura tedesca, e nell’ambito universitario dovevo proporre un soggetto di ricerca e ho proposto di lavorare sulla scuola di Lipsia. Sono partita a Lipsia come storica dell’arte e ho definito il mio soggetto lavorando sulla pittura della scuola di Lipsia, quella vera, quindi ho lavorato sui pittori della Repubblica Democratica Tedesca.      
Giulia Andreani

L'artista sceglie un unico colore per le sue opere: il cosiddetto grigio di Payne, un grigio scuro che tende al blu, capace di virare in diverse sfumature. L'opera conduce l'osservatore a un'esperienza visuale di altri tempi, lo riporta ad un passato remoto associato alla storia, ad un'epoca di foto in bianco e nero, ma anche a fotografie scattate allo schermo televisivo che appaiono con una forte dominante dei toni del blu, spesso alla base dei suoi lavori.

Come il disegno forse la passione per gli archivi l’ho sempre avuta, per le corrispondenze e per delle cose che si possono, come dire, riesumare. Rimasugli della memoria collettiva. Tutti questi elementi mi interessava veramente rielaborali in pittura.    
Giulia Andreani

I temi trattati dalla giovane artista italiana sono numerosi e complessi, come spiega in quest'intervista rilasciata a RAI Cultura, che l'ha incontrata all'Accademia di Francia a Roma.  Giulia Andreani ha avuto una borsa di studio a Villa Medici nel settembre 2017, per indagare sulla storia delle donne pioniere del prestigioso Prix de Rome.