Paul Cézanne

La pittura italiana del Novecento e la lezione del maestro francese

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Pazzo e primitivo, al modo di Jacopone da Todi e Giotto.

Così Ardengo Soffici, in un articolo del 1908, presentava Paul Cézanne agli artisti italiani, i quali furono immediatamente folgorati dal segno geometrico e vibrante, teso tra modernità e tradizione, del pittore francese.

Morandi, Boccioni, Carrà, Casorati, Sironi, Pirandello, i futuristi, i sostenitori del "ritorno all'ordine" e gli esponenti della Scuola Romana. Innumerevoli i pittori, come testimonia l'imponente mostra al Complesso del Vittoriano, che identificarono in Paul Cézanne una delle principali fonti per la grande rivoluzione artistica che si realizzò in Italia nei primi decenni del Novecento.

Alcuni giovani pittori italiani avvertirono una sintonia fortissima con Cézanne perché notarono come tra tutti i pittori impressionisti della fine dell’Ottocento, Cèzanne fosse stato quello che aveva applicato i principi dell’arte italiana rinascimentale nella forma moderna. Era, per così dire, nello stesso tempo modernissimo ma radicato sui grandi principi della costruzione della pittura secondo la mentalità italiana.
Claudio Strinati

Il servizio è stato realizzato da Rai Cultura in occasione della mostra Cézanne e gli artisti italiani del '900. Roma, Complesso del Vittoriano, 2013-2014