Il Rinascimento privato dei fratelli Bagatti Valsecchi

A Milano un modello esemplare di casa museo

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Arredi lignei, ceramiche e avori, strumenti scientifici e musicali, tessuti, arazzi, armi, armature e dipinti di autori che riassumono l’essenza stessa del Rinascimento come Giovanni Bellini. A fine Ottocento un rigoroso progetto collezionistico trasforma un palazzo nel centro di Milano in una perfetta dimora nobiliare cinquecentesca.


E’ il Rinascimento privato dei fratelli Bagatti Valsecchi, il sogno di Fausto e Giuseppe, baroni, entrambi laureati in legge, una passione condivisa per l’arte. Per il loro palazzo si avvalsero di numerose fonti di ispirazione, integrando l’allestimento delle preziose collezioni quattro-cinquecentesche con un’accurata sintonizzazione stilistica di ogni stanza della casa. Negli arredi fissi furono inseriti frammenti d’epoca (fregi parietali, camini, elementi decorativi) mentre per sanare le eventuali lacune presenti nelle ambientazioni si intervenne con il rifacimento in stile.

Il risultato è una meticolosa fedeltà al gusto rinascimentale filtrato dalla sensibilità ottocentesca, una stretta coerenza tra contenitore e contenuto, tra architettura, oggetti d’arredo e reperti esposti. Un luogo dove il potere evocativo dei manufatti artistici si intreccia alle suggestioni di una singolare storia milanese, alle memorie concrete della famiglia che ha abitato il palazzo fino al 1975. Aperta al pubblico nel 1994, la residenza dei fratelli Bagatti Valsecchi è considerata una delle meglio riuscite e delle meglio conservate tra le case museo dell’intera Europa.

L'accento domestico è una delle caratteristiche più forti, identitarie e più affascinanti di questo luogo. 

Luogo evocativo, denso del vissuto concreto di singoli individui e non di storie collettive come i grandi musei nazionali, l’edificio abitato dai fratelli Bagatti Valsecchi  ha affascinato lo scrittore turco Orhan Pamuk, che nel 2007 ha scritto:  

È la terza volta che visito questo straordinario museo. Amo questa casa, l’idea e la fantasia che si celano dietro queste pareti, questi ambienti  adatti  a documentare la nostra umanità in tutta la sua complessità. Mi hanno ispirato molto per il romanzo che sto scrivendo, The Museum of Innocence. Sono felice di essere qui per la terza volta.

Proprio per documentare e celebrare il  profondo legame che unisce questa abitazione privata milanese ad Orhan  Pamuk e al suo immaginario romanzesco, nel 2018 la casa Bagatti Valsecchi ha ospitato la mostra Amore, musei, ispirazioni, un’operazione che ha offerto la possibilità di immergersi nelle atmosfere letterarie, insieme reali e metaforiche, del Museo dell’Innocenza, creato da Pamuk a Istanbul nel 2012.