Il mondo di Dante fra scienza e poesia

Dall'Inferno all'Empireo: una mostra a Palazzo Pitti chiude le celebrazioni del poeta

Dall’Inferno all’Empireo; un viaggio immaginario che dopo settecento anni continua a far sognare gli abitanti di questa piccola “aiuola che ci fa tanto feroci”.
Filippo Camerota, curatore della mostra   

Scienza e poesia si fondono nella Divina Commedia e a “Dante scienziato” viene dedicata una mostra che fa leva sulla dimensione visuale evocata dai versi danteschi. Un percorso dall'Inferno all'Empireo, attraverso manoscritti, disegni, incisioni, mappe di un aldilà immaginato, strumenti scientifici e video che rappresentano la Terra e la struttura cosmologica dell’Universo come erano conosciute dal Sommo Poeta. L'esposizione realizzata a Palazzo Pitti dal Museo Galileo in collaborazione con le Gallerie degli Uffizi, con il patrocinio e il sostegno del Comitato Nazionale per la celebrazione dei 700 anni dalla morte di Dante Alighieri, è curata dal Vice Direttore del Museo Galileo, Filippo Camerota, e allestita da Opera Laboratori.

Prendendo spunto dalle lezioni accademiche di Galileo sulla misura e sul luogo dell’Inferno dantesco – dove lo scienziato definiva il poeta “corografo e architetto” – la mostra inquadra le competenze scientifiche di Dante nella cultura del suo tempo, tracciando il profilo dell’Alighieri come medico, abbachista, geométra, ‘geologo’ e cosmografo. I passi della Commedia, del Convivio e della Questio de aqua et terra sono illustrati attraverso l’esposizione di opere artistiche, manoscritti, modelli tridimensionali e prodotti multimediali che visualizzano il sistema cosmologico, la geografia fisica e la geografia spirituale delle opere dantesche. 

Esplorando da vivo il regno dei morti, il poeta ne descrisse le caratteristiche con precisione cosmografica, anticipando la conquista del Nuovo Mondo lungo la rotta di Ulisse nel mare Oceano, prefigurando la conquista dello spazio e spingendosi fino ai confini dell’universo, là dove nessuno avrà mai la possibilità di andare. Dante cosmografo di Dio, dunque, testimone oculare di un mondo che la cristianità aveva immaginato senza mai pretendere di poter vedere, se non dopo la morte.
Filippo Camerota, curatore della mostra

Particolare risalto viene dato al rapporto con la cultura islamica che chiaramente interessava il Sommo Poeta, profondo conoscitore della filosofia naturale di Averroè, della scienza medica di Avicenna, e dell’opera astronomica di Al-Farghani. Dal Kitāb fī ģiawām i’‘ilm an-nuģiūm di Al-Farghani – noto in Occidente come Liber de aggregationibus scientiae stellarum nella traduzione latina di Gherardo da Cremona – derivano quasi tutte le informazioni astronomiche dell’Alighieri.

Le sezioni dell’esposizione replicano idealmente la tripartizione della Commedia. Il percorso espositivo è scandito da tre sale che rappresentano le tre cantiche. Nella prima, Inferno, il visitatore si trova immerso nelle viscere della Terra; alzando lo sguardo verso la copertura a cupola vede le terre emerse dall’interno, vale a dire dal punto di vista di Lucifero, il cui immenso corpo sta sospeso al vertice della grande voragine conica che ospita le anime dei dannati. Nel Purgatorio, la sala è coperta dal cielo stellato dell’emisfero australe, là dove Dante immagina di trovarsi una volta uscito «a riveder le stelle». Nell’ultima, Paradiso, il visitatore si trova sospeso tra il mondo materiale, riprodotto sul pavimento secondo il sistema tolemaico, e il mondo spirituale, rappresentato sulla cupola dalle schiere angeliche che ruotano vorticosamente intorno al punto luminosissimo da cui tutto ha origine e verso cui tutto è proteso. 

Oltre a preziose opere originali - manoscritti, stampe, disegni, incisioni, mappe del mondo e strumenti scientifici - sono in mostra riproduzioni in alta risoluzione di opere non trasportabili, grandi modelli tridimensionali che rappresentano la Terra e la struttura cosmologica dell’Universo come erano conosciute da Dante, e filmati realizzati dal Laboratorio Multimediale del Museo Galileo. Un video prodotto da Infini.to-Planetario di Torino per l’Agenzia Spaziale Italiana mette a confronto il mondo di Dante con le moderne esplorazioni del Sistema Solare. Inoltre, grazie a due proiezioni multimediali immersive prodotte da camerAnebbia, i visitatori sono trasportati all’interno delle miniature di un prezioso manoscritto della Commedia conservato alla British Library e possono rivivere l’esperienza del viaggio cosmico nell’infinito intrapreso dal poeta.

Il contributo dell’Agenzia Spaziale Italiana ha l’obiettivo di far scoprire al pubblico quanto i mondi immaginati da Dante siano oggi divenuti importanti oggetti di studio ed esplorazione. Dante viaggiava nel cosmo con la fantasia, la poesia e le conoscenze scientifiche del tempo. Oggi questo viaggio continua grazie alle missioni spaziali che esplorano il Sistema Solare mostrando l’Universo che ci circonda e di cui siamo parte. 

“Tra le varie scienze delle quali troviamo le vestigia nell’opera poetica dell’Alighieri, la cosmografia – spiega Eike Schmidt, direttore delle Gallerie degli Uffizi – è sicuramente quella che ha maggiore rilevanza per i nostri tempi, in cui quasi ogni anno veniamo sorpresi da nuove scoperte e nuove teorie sulla conformazione, sulla genesi e sul destino del mondo infinito che circonda il nostro piccolo e fragile pianeta, e che regolarmente capovolgono quanto finora prendevamo per certo. Le ricostruzioni e fantasie del Sommo Poeta sulla struttura del mondo potranno fornire spunti agli scienziati che devono cercare metafore per descrivere fenomeni al di fuori e lontano dalla percezione dei nostri sensi”.


Dall’Inferno all’Empireo: il mondo di Dante tra scienza e poesia
Firenze, Palazzo Pitti, 14 dicembre 2021 – 6 marzo 2022