Giovanni Matano. Arte primitiva e ricerca filosofica 

Un ritratto dell'artista di Domenico Trischitta 


Nel video lo scrittore siciliano Domenico Trischitta, intervistato nel maggio 2022, parla della'artista Giovanni Matano

Un'arte primitiva che diventa ricerca antropologica e filosofica, che parte da queste maschere tribali per ribadire impulsi e vitalità inconsce, fame vera e propria ma anche fame di vita e di scoperta. Una ricerca che dall'inizio dei tempi ha portato l'uomo ad affinare la tecnica ma che non può prescindere dai bisogni primari. 

Bocche aperte, bocche da sfamare, bocche meravigliate, bocche chiuse ma come cucite dal silenzio imposto dal potere. Ma volti che compongono un mosaico di emozioni umane, come a ricordarci che la solidarietà può sempre salvarci da un isolamento forzato che non ammette unioni, abbracci, scambio di idee, tenerezze tra figli e madri, tra amanti furtivi, come in una dittatura dello spirito che si autoimpone restrizioni e divieti.
Ma a Giovanni Matano non importa più di tanto, lui continua a dialogare con le sue marionette inanimate ma che lui può in qualunque momento rianimare fino all'eterno.

 

Le maschere sono stati l’animo, emozioni che arrivano direttamente al cuore di chi le osserva. Un salto indietro nel tempo, verso quelle origini primordiali che ci appartengono, verso quelle emozioni che accomunano tutto il genere umano: sesso, dolore, stupore, meraviglia o paura.
Giovanni Matano



Giovanni Matano è nato a Cascano di Sessa Aurunca (CE) nel 1944. Terminato il ciclo di studi artistici e conseguite le abilitazioni per l’insegnamento artistico, diventa titolare di discipline pittoriche al Primo Liceo Artistico di Torino. Attualmente vive ed opera a Castellamonte (TO). Principali mostre personali:
1979 Galleria Zenith, Ivrea (TO); 1983 Studio Laboratorio, Torino; 1985 La Cittadella, Torino; 1988 Unione Culturale F. Antonicelli, Torino; 1990 Sculture in cotto, Studio Pandora, Torino; 1990 – 1998 Mostra internazionale della ceramica d’arte, Castellamonte (TO); 2004 Ovoide: installazione permanente. Borgarello (PV); 2006 Carte colorate e Scultura Santuario di Oropa, Biella; 2010 Settembre Giacosiano, Colleretto Giacosa (TO); 2011 Antologica, Galleria Civica d’Arte, St. Vincent (AO); 2015 Terre Differenti, Castellamonte (TO); 2016 Devil’s Museum Kaunas, Lituania. Nel 1986 ha partecipato alla quadriennale di Roma