Depero e i Bagatti Valsecchi

Tra Quattrocento e Futurismo: l'arte di abitare il tempo

Dal 13 febbraio al 2 agosto 2026 il Museo Bagatti Valsecchi presenta Depero Space to Space. La creazione della memoria, a cura di Nicoletta Boschiero e Antonio D’Amico, in collaborazione con il Mart, Museo di Arte Moderna e Contemporanea di Trento e Rovereto.

La mostra, inserita nel programma dell’Olimpiade Culturale di Milano Cortina 2026, riporta a Milano Fortunato Depero a trentacinque anni dall’ultima retrospettiva, proponendo un progetto espositivo inedito che mette in dialogo oltre quaranta opere – dagli anni Trenta agli anni Cinquanta – con gli ambienti neorinascimentali della Casa Museo.

Il fulcro della mostra è il dialogo tra due esperienze che, pur distanti nel tempo, condividono un medesimo atteggiamento progettuale: integrare lo spirito della storia nel proprio presente.

I fratelli baroni Fausto e Giuseppe Bagatti Valsecchi, nella Milano di fine Ottocento, reinterpretano il Quattrocento attraverso una raffinata operazione di arredo e collezionismo, avvalendosi di artisti e artigiani capaci di tradurre il linguaggio rinascimentale in una dimora moderna, dotata delle più aggiornate soluzioni tecnologiche.
 
Sala dell’affresco del Museo Bagatti Valsecchi. Fortunato Depero (Fondo, TN, 1892 - Rovereto, TN, 1960) Cavalli sulla corda, 1948. Olio su tavola, 95 x 82 cm Mart, Fondo Depero. Foto  Elena Datrino

Allo stesso modo, Fortunato Depero, negli anni Cinquanta, interviene su un edificio cinquecentesco di Rovereto trasformandolo nella Casa d'Arte Futurista Depero: non cancella il passato, ma lo assorbe e lo rielabora attraverso le proprie invenzioni, integrando opere, arredi e soluzioni decorative contemporanee in un contesto antico. In entrambi i casi, lo spazio diventa il luogo in cui epoche diverse convivono senza annullarsi, generando un equilibrio originale tra memoria e modernità.

La mostra rende visibile questa affinità ideale: le opere di Depero non sono inserite come elementi estranei, ma sostituiscono temporaneamente dipinti storici o dialogano con arredi e boiserie, generando un cortocircuito tra Quattrocento e Novecento, tra Rinascimento e secondo futurismo. Il percorso evidenzia inoltre la natura poliedrica di Depero: designer, pubblicitario, autore di arredi e giocattoli, protagonista delle arti applicate.
 
Fortunato Depero (Fondo, TN, 1892 - Rovereto, TN, 1960) Costumi italici (ENIT nel mondo), 1939-1940. Tempera su cartoncino applicato su cartoncino, 60 x 53 cm Mart, Museo di arte moderna e contemporanea di Trento e Rovereto Fondo Depero © FORTUNATO DEPERO, by SIAE 2026

Un focus significativo è dedicato al lungo rapporto con ENIT, per cui l’artista lavorò per circa vent’anni, contribuendo a definire l’immaginario turistico italiano del Novecento. Sono presenti anche due celebri giocattoli degli anni Venti, testimonianze di un’idea di arte come esperienza concreta e quotidiana, da toccare e vivere, non soltanto da contemplare.

Anche il suono diventa materia espressiva. Il progetto sonoro di Gaetano Cappa crea quattro ambienti acustici ispirati al pensiero futurista. Nella biblioteca cinquecentesca dei fratelli Bagatti Valsecchi prende vita Dinamopoly, plastico sonoro di una New York “deperiana” tra gli anni Trenta e Cinquanta: radio d’epoca, rumori meccanici e suggestioni urbane  accompagnano il visitatore in un viaggio spazio-temporale immersivo.

Il suono si intreccia così alla poetica di Depero: dalle tavole parolibere alle liriche radiofoniche, fino ai richiami ironici, come i miagolii che accompagnano l’uscita e rimandano a Elasticità dei gatti, esposto nella Galleria delle Armi accanto ad armature quattro e cinquecentesche.

La mostra rievoca inoltre il ViBi Bar (Vino-Birra Bar), progettato da Fortunato Depero nel 1937 per le Cantine Cavazzani di Bolzano, celebre per le tarsie in panno inserite nella boiserie. Il Museo ne ripropone lo spirito attraverso cinque appuntamenti speciali – ViBi Bar Depero. L’aperitivo futurista – tra febbraio e luglio: visite guidate e serate immersive che trasformano la Casa in un elegante bar d’altri tempi, omaggio alla convivialità e all’estetica dinamica dell’artista.

In copertina: Fortunato Depero (Fondo, TN, 1892 - Rovereto, TN, 1960) Abiti da uomo, 1945. Olio su tavola, 55,5 x 82 cm, Mart, Museo di arte moderna e contemporanea di Trento e Rovereto Fondo Depero © FORTUNATO DEPERO, by SIAE 2026