Fabio Mauri. Azioni, performance e cinema
Una mostra a Carrara per i 100 anni dell'artista
Angelo Capasso, curatore della mostra “Fabio Mauri. Arte e ideologia”, si sofferma sull’importanza dello “Schermo”, una serie di opere che l’artista romano inizia a produrre dal 1957 e che, dagli anni Settanta, sfoceranno nella vasta produzione concettuale di azioni, performance e installazioni dominate dall’immagine in movimento (Fabio Mauri si racconta).
Da “Il televisore che piange” (Fabio Mauri: Il televisore che piange), vero e proprio happening del 1972 realizzato per la tivù pubblica italiana, un altro importante capitolo di questa ricerca sono la serie “Proiezioni” che espone a partire dal 1975. Si tratta di proiezioni di pellicole di vecchi film su oggetti e corpi animati: tra le tante, la più nota è “Intellettuale” (1975), dove Mauri proietta “Il Vangelo secondo Matteo” su Pier Paolo Pasolini, seduto nel foyer della Galleria d’Arte Moderna di Bologna.
Un’altra proiezione presente in mostra a Carrara, “Piccolo Cinema” (2007), un brandello di sala cinematografica rovesciata che proietta Gertrud (1964). l’ultimo film di Carl Dreyer. Anche qui, come in tutta la sua opera, Mauri indaga la storia nel suo eterno presente riproponendo reperti e ribaltandone i significati desueti di oggetti quotidiani, al fine di smascherare il carattere “strisciante” dell’ideologia.
INFO
Fabio Mauri. Arte e Ideologia
a cura di Angelo Capasso in collaborazione con Studio Fabio Mauri - Roma
13 febbraio – 12 aprile 2026
Palazzo Del Medico, Piazza Alberica 5 - Carrara
www.cityopnemuseum.com| www.fabiomauri.com/i
FOTO DI COPERTINA
Fabio Mauri con Pier Paolo Pasolini e Umberto Orsini, Roma 1960 © Courtesy Fabio Mauri Estate e Hauser & Wirth
Da “Il televisore che piange” (Fabio Mauri: Il televisore che piange), vero e proprio happening del 1972 realizzato per la tivù pubblica italiana, un altro importante capitolo di questa ricerca sono la serie “Proiezioni” che espone a partire dal 1975. Si tratta di proiezioni di pellicole di vecchi film su oggetti e corpi animati: tra le tante, la più nota è “Intellettuale” (1975), dove Mauri proietta “Il Vangelo secondo Matteo” su Pier Paolo Pasolini, seduto nel foyer della Galleria d’Arte Moderna di Bologna.
Infatti, quelle di Mauri non sono “proiezioni” su grandi schermi cinematografici dove lo spettatore si stacca dalla vita vissuta per sprofondare nella finzione del cinema, bensì oggetti scelti per il loro valore simbolico e per la loro capacità di dare corpo fisico all’ideologia e al dramma raccolto dentro l’immagine, quindi dentro la finzione.Capasso racconta l’esperienza del noto intellettuale italiano che, invaso dallo “schermo” della proiezione del suo film, si immerse ancor più in pensieri, pulsioni presenti e concrete
Un’altra proiezione presente in mostra a Carrara, “Piccolo Cinema” (2007), un brandello di sala cinematografica rovesciata che proietta Gertrud (1964). l’ultimo film di Carl Dreyer. Anche qui, come in tutta la sua opera, Mauri indaga la storia nel suo eterno presente riproponendo reperti e ribaltandone i significati desueti di oggetti quotidiani, al fine di smascherare il carattere “strisciante” dell’ideologia.
INFO
Fabio Mauri. Arte e Ideologia
a cura di Angelo Capasso in collaborazione con Studio Fabio Mauri - Roma
13 febbraio – 12 aprile 2026
Palazzo Del Medico, Piazza Alberica 5 - Carrara
www.cityopnemuseum.com| www.fabiomauri.com/i
FOTO DI COPERTINA
Fabio Mauri con Pier Paolo Pasolini e Umberto Orsini, Roma 1960 © Courtesy Fabio Mauri Estate e Hauser & Wirth