Incontri. Un'ora con Giacomo Manzù - Prima parte
Nello studio dell'artista nel 1965
Dalle Teche Rai vi proponiamo la prima parte del documentario Incontri. Un’ora con Giacomo Manzù, realizzato nel 1965: un ritratto approfondito dell’artista, costruito attraverso testimonianze e interviste.



Da Incontri. Un'ora con Giacomo Manzù, emerge infine il ritratto umano: un uomo schivo, indipendente, poco incline alle convenzioni e convinto che l’arte non si possa insegnare, ma solo praticare come mestiere.
Il documentario evidenzia anche i temi centrali della sua arte, come la morte, la guerra, il dolore e la spiritualità, insieme a un forte realismo figurativo. Tra le più importanti, le sue opere di arte sacra (come la Porta della Morte della Basilica di San Pietro, che si apre in occasione dei Giubilei, ogni 25 anni) e i lavori internazionali, oltre alle collaborazioni e amicizie con figure di rilievo.Ne emerge la figura di Giacomo Manzù, un artista complesso: riservato, inquieto e profondamente legato al proprio lavoro. Manzù è un artista autodidatta, proveniente da un’infanzia umile, che ha raggiunto fama internazionale grazie a una ricerca artistica personale e rigorosa. Il suo processo creativo è intenso e tormentato: lavora instancabilmente, spesso distrugge le proprie opere e vive momenti di dubbio e crisi.



Da Incontri. Un'ora con Giacomo Manzù, emerge infine il ritratto umano: un uomo schivo, indipendente, poco incline alle convenzioni e convinto che l’arte non si possa insegnare, ma solo praticare come mestiere.