Pablo Atchugarry

Scolpire la luce

La Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea dedica a Pablo Atchugarry (Montevideo 1954) – artista uruguaiano di nascita e italiano di adozione – la mostra Scolpire la Luce, a cura di Gabriele Simongini.
Maestro della tecnica scultorea “per forza di levare”, secondo la celebre definizione di Michelangelo Buonarroti, Atchugarry lavora personalmente il marmo, prediligendo in particolare lo statuario di Carrara. La sua pratica si radica nella tradizione plastica occidentale di ascendenza classica, ma si apre a una visione profondamente spirituale della forma: per lui, infatti, la scultura è “interrogazione interiore, preghiera, invocazione, ricerca dell’infinito”. 


GNAMC: Mostra Atchugarry Foto Daniele Cortese

La mostra rende omaggio alla carriera dell’artista uruguaiano, e italiano di adozione, che ha saputo rinnovare la tradizione scultorea con un linguaggio colto, radicato nella memoria e proteso verso la spiritualità.

Per Atchugarry l’atto dello scolpire è un gesto radicale e necessario, fondato sulla centralità della mano e sul confronto diretto con la difficoltà tecnica e materiale. Ogni opera nasce come sfida e come ricerca di equilibrio tra permanenza e movimento, memoria e contemporaneità.
Le sue opere si distinguono per forme metamorfiche, talvolta quasi aerodinamiche, che evocano tracce astratte di alberi, colonne, fiamme, corpi, panneggi e architetture, conducendo lo sguardo verso l’alto e suggerendo un’esperienza contemplativa e rigenerante. Forme che non si accontentano della vista, ma vengono concepite per un’esperienza multisensoriale, anche tattile e cinestetica.


GNAMC: Mostra Atchugarry Foto Daniele Cortese

Come le piante dell’Amazzonia cerco di elevare le mie sculture verso la luce: liberandole dal peso della materia e dall’attrazione fatale che spinge la vita verso il basso, faccio in modo che il loro sguardo si rivolga di nuovo al cielo, aprendo un cammino verso la libertà e la speranza.
Pablo Atchugarry

L’esposizione riunisce cinquantacinque sculture, offrendo un’ampia panoramica della ricerca dell’artista che ripercorre gli ultimi trent’anni della sua attività. La mostra si apre con tre monumentali sculture collocate sulla scalinata del museo: Search of the Future (2018), Viaje hacia los sueños (2024) e Albero della vita (2024), caratterizzate da un intenso dialogo tra materia e luce, che evoca temi di crescita, viaggio e tensione verso il futuro.

Accanto ai celebri marmi, la mostra include opere in legno ricavate da tronchi di ulivi secolari, in alabastro, in bronzo smaltato e in acciaio, materiali attraverso cui l’artista esplora differenti modalità espressive: dall’intimità organica delle forme sinuose dei tronchi scolpiti al potente aerodinamismo dei bronzi, fino alle grandi sculture ambientali in acciaio che dialogano con luce, aria e paesaggio. 
Il percorso espositivo si arricchisce eccezionalmente di quattro sculture inserite negli spazi della collezione permanente, dove le opere dell’artista instaurano inediti dialoghi con maestri fondamentali dell’arte moderna quali Jean Arp, Lucio Fontana, Alberto Giacometti e Henry Moore. Un confronto che evidenzia affinità, distanze e continuità tra epoche diverse, riaffermando il valore della tradizione come spazio di relazione viva tra passato e presente.
Per l’occasione Atchugarry dona al museo Splendore, un’importante opera in marmo bianco (cm. 164x35x29), appositamente concepita e realizzata per entrare nella collezione della GNAMC.


Pablo Atchugarry in atelier (Foto Archivio Atchugarry, Daniele Cortese)

Pablo Atchugarry (Montevideo 1954)
Incoraggiato fin da giovane allo studio delle arti dalla famiglia, Pablo Atchugarry si accosta inizialmente alla pittura, esponendo per la prima volta a Montevideo nel 1972. Negli anni successivi partecipa a numerose rassegne in Uruguay e in Brasile. 
Dopo essersi avvicinato alla ricerca scultorea attraverso diversi materiali tra cui il cemento, il ferro e il legno, a partire dal 1977 intraprende un viaggio in Europa. In Italia, dopo aver visitato Carrara, scopre il marmo nel 1979 e, in seguito alla sua prima personale italiana tenutasi a Lecco nel 1978, decide di stabilirsi definitivamente nella città lombarda. 
A vent’anni dal suo arrivo in Italia, nel 2001 la città di Milano gli dedica una retrospettiva a Palazzo Isimbardi (Le infinite evoluzioni del marmo); lo stesso anno l’artista inizia a lavorare al suo monumentale Obelisco del Terzo Millennio, scultura in marmo di Carrara destinata al comune di Manzano in provincia di Udine. 
Nel 2002 la città di Carrara lo insignisce del prestigioso Premio Michelangelo. L’anno successivo rappresenta l’Uruguay alla cinquantesima edizione della Biennale di Venezia. 
All’inizio del 2007 apre la Fundación Pablo Atchugarry a Manantiales in Uruguay, con l’obiettivo di promuovere le arti e creare un luogo di incontro per artisti. 
Tra il 2015 e il 2016 gli viene dedicata un’importante retrospettiva presso i Mercati di Traiano, Museo dei Fori Imperiali di Roma (Pablo Atchugarry. Città Eterna, eterni marmi). 
A cavallo fra il 2021 e il 2022 gli viene dedicata una grande mostra nella Sala delle Cariatidi, a Palazzo Reale, a Milano. 
Nel 2022 inaugura il MACA, Museo di Arte Contemporanea Atchugarry, opera dell’architetto Carlos Ott. Numerose opere dello scultore sono state esposte presso musei e istituzioni pubbliche, fra cui il Frost Art Museum, Miami (USA), il Groeninge Museum, Brugge (Belgio), la Lewis Family Foundation, Boston (USA), il Museo della FAO, Roma (Italia), il Museo Fran Daurel, Barcellona (Spagna), il Museo Nacional de Artes Visuales di Montevideo (Uruguay), il Museo Nacional de Bellas Artes di Buenos Aires (Argentina), il Muscarelle Museum, Williamsburg (USA), il Norfolk Museum, Virginia (USA), il Pérez Art Museum, Miami (USA) e la Raccolta Lercaro di Bologna (Italia).

Foto di copertina: GNAMC Mostra Atchugarry. Scolpire la luce, Foto Daniele Cortese

Atchugarry.Scolpire la Luce
Roma, Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea, 19 maggio - 21 giugno 2026