Tiziano Vecellio

    Rai Cultura vi propone alcuni capolavori del grande maestro del Rinascimento, Tiziano Vecellio.

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    "Tiziano merita di essere amato e osservato dai artefici, ed in molte cose amato e imitato, come quelli che ha fatto e fa tuttavia opere degne d'infinita lode: e dureranno quanto può la memoria degli uomini illustri."

    Così scrisse Giorgio Vasari nel 1568 di Tiziano Vecellio, che tra gli artisti del Rinascimento è senz'altro uno dei più famosi e celebrati. Nacque a Pieve di Cadore ma non si conosce esattamente la data, che oscilla tra il 1488 e il 1490. È certo che fu molto longevo e morì a Venezia nel 1576, dove era giunto ancora fanciullo verso la fine del Quattrocento.

    Anche le notizie sui suoi inizi e i suoi maestri sono incerte. La tradizione dice che ancora bambino fu preso alla bottega di Sebastiano Zuccato, padre dei rinomati mosaicisti Valerio e Francesco, dai quali apprese quel caratteristico modo di vedere “a macchia”, tipico dell’arte del mosaico. In seguito fu affidato alla famiglia dei Bellini, in cui Giovanni incarnava meglio di qualsiasi altro gli ideali pittorici dell’epoca. Ma fu in Giorgione, nel suo gusto del colore tonale e il senso poetico della pittura paesistica di cui fu il più alto e innovativo interprete, che Tiziano trovò il suo maestro ideale e ne assorbì a tal punto gli insegnamenti che le sue pitture furono in alcuni casi credute opere dello stesso Giorgione.

    Nel suo primo periodo, che si può sintetizzare fino a circa il 1520, Tiziano applica e perfeziona le qualità trasmessegli da Giorgione, realizzandole in una personale visione incantata del mondo reale. 

    Nel 1516, qualche anno dopo aver rifiutato il trasferimento a Roma quale pittore di corte di Papa Leone X, Tiziano ricevette l’incarico di dipingere l’Assunzione della Vergine, la celebre pala lignea che fu installata nel 1518 presso l’altare maggiore della Basilica di Santa Maria Gloriosa dei Frari a Venezia.

    L’opera fece scalpore per la crescita in scala delle figure in una dimensione eroica, l'accentuata tensione di movimento con le figure in un atteggiamento più naturale e il cromatismo carico e contrastante.

    Fino al 1555 Tiziano era apprezzato oltre che per l’abilità nell’uso del colore, per la maestria nel dar vita alla sue figure: la sua genialità si andava affermando anche nella ritrattistica ed era soprattutto per questo richiesto da nobili committenti. I suoi famosi ritratti sono oggi conservati nei più prestigiosi musei italiani e internazionali, da Washington a Londra, a Monaco, New York, Copenaghen e Vienna, tra gli altri. In questo periodo la sua ricerca sul colore raggiunge dei risultati talmente innovativi, grazie a un procedimento tecnico completamente nuovo nella stesura e nella composizione, che farà scuola nei secoli.  Nel suo ultimo periodo le figure di Tiziano diventano più sfumate e evanescenti, specchio di uno stato interiore che tendeva alla trascendenza e alla spiritualità. 

    Nessun altro artista del Rinascimento riuscì a gestire la propria carriera con maggiore astuzia e con più forte determinazione, infatti seppe mantenere stretti rapporti con i committenti più ricchi e influenti e cercò costantemente che le sue opere, che erano già nelle collezioni più ricche e importanti d’Europa ancora prima della sua morte avvenuta il 27 agosto del 1976 a Venezia, fossero esposte ad un vasto pubblico.