Il restauro di Santa Maria in Aventino

    Un lavoro di due anni

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    La straordinarietà è quella di vedere tridimensionalmente i suoi disegni. Piranesi era un incisore, un disegnatore, uno studioso dell’arte e ha rappresentato i disegni classici dell’architettura. Qui, abbiamo effetti di profondità che nei disegni non si vedono
    Giorgio Ferreri, direttore tecnico dei lavori, 2019

    Tra il 1764 e il 1766 Piranesi rinnovò la Chiesa di Santa Maria in Aventino, all’interno del complesso della Villa Magistrale, sede di governo del Sovrano Ordine di Malta. A due secoli e mezzo dalla sua realizzazione, il capolavoro del Settecento romano ha ritrovato l’aspetto immaginato dal suo artefice. 


    Giambattista Piranesi Occhietto con Uroboros, 179x129mm, in Lettere di Giustificazione scritte a Milord Charlemont¬, Roma 1757, Bassano del Grappa, Biblioteca Civica. L'incisione riporta gli strumenti dell'architetto

    Il restauro della Chiesa di Santa Maria in Aventino, iniziato a ottobre 2017 e terminato a fine 2018, è stato finanziato dall’Ordine dei Cavalieri di Malta e da Fondazione Roma, con progetto e direzione dei lavori dell'architetto Giorgio Ferreri ed esecuzione della Acanto Restauri.  
    Come in una fragile tela, lavoro effettuato in modo certosino, con bisturi e spazzolino da denti, ha ripristinato l’aspetto settecentesco degli stucchi esaltando le delicate cromie di esterno ed interno.

    Torna visibile l’antica purezza dello stucco voluto da Piranesi che per rafforzare i contrasti, ha sopraelevato certe parti di bianco con un po’ di ocra ottenendo tenui scialbature di colore. Molti stucchi inoltre, sono stati consolidati e dove mancanti, ripristinati 

    L’approccio metodologico di intervento, simile a quello delle superfici pittoriche murali, è stato inusuale per le estese  proporzioni, ma ha permesso di ristabilire le superfici interne ed  interni della chiesa, nella loro originale cromaticità. Le particolarità di tale restauro sono da individuarsi nell’unicità dell’edificio e nella eccezionalità del fatto che la chiesa, almeno all'interno, è rimasta così come l’artista l’aveva realizzata, proprio perché i pochi interventi eseguiti nel tempo, non avevano alterato le superfici originali.

    Rai Web Cultura ringrazia
    Sovrano Ordine Cavalieri di Malta