Addio a Piero Terracina

    Ci ha lasciato dopo 90 anni di coraggio, impegno e testimonianza

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    Per ricordare Piero Terracina, uno degli ultimi sopravvissuti della comunità ebraica romana alla tragedia della Shoah, scomparso l’8 dicembre del 2019, vi proponiamo il documentario di Rai Storia Per ignota destinazione (1995) di Piero Farina che racconta il ritorno di Piero Terracina ad Auschwitz per la prima volta dagli anni della prigionia. 

    Questo era l'ingresso all'inferno. Eravamo arrivati la notte del 22 maggio. Il treno aveva sostato tutta la notte e la mattina successiva, poi entrò qui nel campo, su questi binari. Giunsi qui con tutti i familiari, ma avevamo viaggiato in carri diversi. Io ero con mio padre e mio nonno. Il treno si fermò. Vedevamo un gran movimento attraverso le feritoie del carro bestiame. Si schierarono le SS. Davanti ai carri si vedevano uomini, prigionieri con la divisa a righe

    Il lavoro, realizzato per la Terza Rete Rai nell'inverno e nella primavera del 1995, narra la storia della famiglia Terracina composta da due genitori, due fratelli, una sorella, il nonno e lo zio.
    La sera del 7 aprile del 1944 i Terracina stanno celebrando la Pasqua ebraica nella propria abitazione, a Roma, nel quartiere di Monteverde Vecchio. Suonano alla porta. Sono tre militari tedeschi delle SS che con la minaccia delle armi impongono all’intera famiglia di seguirli.
    I Terracina, come altri mille ebrei del ghetto romano, sono deportati in Germania dove li attende morte sicura nelle camere a gas.
    L’unico della famiglia a salvarsi è Piero, uno dei tre fratelli.

    Piero Terracina, con il regista Piero Farina, la collaboratrice Christina Clausen, il direttore della fotografia Danilo Marabotto, e il fonico Filippo Candeliere, nella tarda primavera del 1995 hanno ripercorso il tragitto ferroviario compiuto da Terracina cinquantun anni prima per raggiungere il campo di sterminio di Auschwitz.

    Non ho mai avuto il conforto di poter pregare, piangere, portare un fiore sulla tomba dei miei cari - dice Piero Terracina di fronte ai ruderi delle camere a gas dove ha perduto l’intera famiglia - dopo più di cinquanta anni ho trovato la forza di venire qui, dove sono morti tutti i miei cari, dove sono stati trucidati. In questi momenti ho parlato a mio padre, ho parlato a mia madre. Ho detto vedi mamma, vedi papà ce l'ho fatta, sono tornato, da uomo libero